Con il caldo l’aria è più “difficile da respirare”

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Un nuovo studio scientifico statunitense dimostra che l’essere esposti alle ondate di calore estive aumenta in misura notevole il rischio di dover subire un ricovero per difficoltà respiratorie in pazienti che soffrono d’asma. L’aumento del rischio è più marcato nei bambini e negli adolescenti (da 5 a 17 anni di età). Negli ultimi anni si stanno in effetti verificando cambiamenti climatici sempre più marcati, che danno luogo a eventi atmosferici non di rado estremi. E la frequenza, intensità, così come la durata di tali eventi estremi continuerà ad aumentare nel prossimo futuro. “La temperatura influenza la densità dell’aria. Per questo, a parità di altezza sul livello del mare, un’aria più calda è più densa e dunque più ‘difficile da respirare’, spiega il dott. Alfredo Boccaccino, Direttore sanitario dell’Istituto Pio XII Onlus di Misurina. È naturale che tale difficoltà si amplifichi nel bambino asmatico, che già soffre di un’alterata elasticità polmonare basale.” È per questo che il Pio XII Onlus organizza i “Campus for Breathing”, week-end per famiglie e bambini con asma, con l’intento di migliorare il modo in cui i bambini con asma gestiscono la malattia e assumono le terapie, di far loro apprendere tecniche di riabilitazione respiratoria, e di mettere a loro disposizione un laboratorio diagnostico specializzato per un inquadramento dettagliato e preciso della patologia. “Il miglioramento della respirazione che si ottiene nel paziente asmatico portandolo ad altezze tra i 1500 e i 2500 metri – precisa Boccaccino – è proprio legato a una minore densità dell’aria, che determina una riduzione delle resistenze respiratorie con miglioramento dell’elasticità polmonare. Ecco perché il soggiorno in alta quota migliora la performance respiratoria: l’aria penetra meglio nei polmoni e più le temperature sono basse minore sarà la sua densità.”