Brigatinib, nuova terapia contro il tumore del polmone

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L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole raccomandando l’approvazione di Brigatinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), avanzato ALK-positivo (anaplastic lymphoma kinase) non trattati precedentemente con inibitori ALK. Brigatinib è un inibitore della tirosin-chinasi di nuova generazione studiato per colpire selettivamente e inibire le alterazioni genetiche ALK. “I risultati ottenuti con brigatinib vanno assolutamente attenzionati”, commenta Silvia Novello, Professore ordinario Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Oncologia, Responsabile SSD Oncologia Polmonare, AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano. “Disporre, tra le possibili scelte terapeutiche, di un farmaco con questi dati di efficacia e sicurezza, significa poter offrire ai pazienti con riarrangiamento di ALK un’ulteriore possibilità terapeutica. È inoltre di estrema rilevanza quanto osservato in termini di efficacia nei pazienti con metastasi cerebrali, per i quali questo farmaco è sicuramente fra le scelte terapeutiche adeguate.”

“Il tumore del polmone non a piccole cellule ALK positivo è una delle forme più rare di tumore del polmone, e i bisogni delle persone colpite da questa neoplasia sono molteplici”, spiega Stefania Vallone, Presidente di Lung Cancer Europe (LuCE). “Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, permane la necessità di poter disporre di ulteriori opzioni di trattamento in prima linea per i circa 10mila pazienti con NSCLC ALK positivo che vivono in Europa.”