Brigatinib contro il tumore del polmone non a piccole cellule ALK-positivo

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Takeda Italia annuncia la disponibilità anche per i pazienti italiani di Brigatinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), avanzato ALK-positivo (chinasi del linfoma anaplastico) non trattati precedentemente con inibitori ALK che affianca l’indicazione al trattamento in monoterapia di pazienti adulti con NSCLC positivo per ALK, in stadio avanzato, precedentemente trattati con crizotinib ottenuta il 26 ottobre 2020. Brigatinib è un inibitore della tirosin-chinasi di nuova generazione studiato per colpire selettivamente e inibire le alterazioni genetiche ALK.

“Nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule assume sempre maggiore rilevanza la profilazione molecolare del tumore, che permette di ampliare le opportunità terapeutiche a disposizione per specifiche tipologie di pazienti”, dichiara il prof. Paolo Marchetti, ordinario di Oncologia alla Sapienza, Università di Roma. “Nel caso dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato, che presenta riarrangiamento del gene ALK, brigatinib rappresenta un’importante alternativa a disposizione, avendo dimostrato nello studio clinico registrativo un’efficacia sistemica significativamente maggiore rispetto al farmaco di confronto, con un profilo di tollerabilità gestibile e un sensibile miglioramento della qualità di vita dei pazienti trattati, misurato con l’indice Global Health Score.” Brigatinib ha dimostrato anche una rilevante efficacia intracranica riducendo nei pazienti con metastasi cerebrali al basale del 75% il rischio di progressione della malattia o decesso e del 69% il rischio di progressione intracranica rispetto a crizotinib.