BlockChain, il registro decentralizzato per aiutare a curare le epatiti

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“La tecnologia BlockChain altro non è che un registro decentralizzato, di cui ogni centro detiene una copia, e ogni volta che un dato viene modificato, la modifica viene riportata su tutte le copie della rete con un doppio obiettivo: avere sempre una copia aggiornata di tutti i dati in ciascuna sede e identificare immediatamente eventuali attacchi ad uno dei database che, pur essendo riconosciuto come ‘differente’ dalle altre copie, può essere congelato senza impedire che gli altri centri lavorino in sicurezza”, spiega Stefano Vella, Direttore del Centro per la Salute Globale dell’ISS. “Sarà più semplice sia l’interrogazione che l’aggiornamento da parte di ciascun centro. I dati della Piattaforma Italiana per lo studio delle Terapie delle Epatiti Virali (PITER) dell’ISS saranno di fatto il primo Registro Italiano a essere realizzato con tecnologia BlockChain. Tutti gli epatologi e infettivologi del territorio disporranno così della più grande casistica di ricerca clinica sul tema con i dati di più di 10mila pazienti e 100 centri clinici raccolti nella piattaforma.”

Come riporta una ricerca svolta da McCANN sul tema della privacy, le persone considerano i dati sulla salute un valore da custodire con estrema cura, secondi solo ai dati sui propri risparmi. “Siamo in una congiuntura favorevole, in cui il sistema sanitario chiede aiuto all’innovazione per essere sempre più efficiente e i cittadini desiderano essere sempre più sicuri, meglio informati e più partecipi nella gestione delle informazioni che riguardano le proprie malattie”, dichiara Massimiliano Barawitzka. “La BlockChain non è una panacea che risolve da sola tutte le sfide della interoperabilità dei dati, ma è sicuramente un percorso da intraprendere da subito con una serie di ‘cantieri’ che costruiscano soluzioni misurabili in tempi brevi. Basti pensare a tutti quei sistemi che aiutano i pazienti ad essere più aderenti alle terapie, alla ricerca clinica, alle terapie cosiddette ‘avanzate’ e alla medicina personalizzata. Anche la ricerca può beneficiare di questa tecnologia”.

“L’Istituto, da sempre si fregia di essere un punto di riferimento per la ricerca italiana e comprende bene quanto la digitalizzazione delle informazioni e una loro accurata gestione possano fare la differenza in una sanità che dovrà sempre più dimostrare di fornire risultati di outcome clinico misurabili e facilmente consultabili da chi, come noi, ha un ruolo di vigilanza per la salute pubblica dei cittadini”, dichiara Walter Ricciardi, presidente dell’ISS. “Da quanto emerso oggi in questa prima edizione di BlockChain in Sanità, capisco che questa tecnologia può essere strumento essenziale di questa trasformazione.”