Bill Gates sottolinea l’impegno dell’Italia per la salute globale

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“L’Italia contribuirà ancora a salvare milioni di vite umane attraverso il sostegno al Global Fund”. Lo ha detto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che, durante il convegno internazionale “The Contribution of the Global Fund to the Global Health Within the Framework of the Agenda 2030”, ha parlato dell’importanza strategica della costruzione di sistemi sanitari forti in tutti i luoghi, poiché “portare la salute – ha detto il Ministro – significa anche portare la speranza”. Il contributo al Global Fund per il prossimo triennio 2017-2019, annunciato dal Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri Benedetto Della Vedova, è infatti di 130 milioni di euro, 30 milioni in più rispetto al triennio 2014-2016. A chiudere il simposio internazionale dell’Istituto Superiore di Sanità la partecipazione straordinaria di Bill Gates che attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation è partner chiave del Global Fund. “Come Paese in prima linea sul fronte dell’immigrazione – ha dichiarato Gates – l’Italia comprende che stiamo vivendo in un mondo interconnesso e che ognuno ha la responsabilità di aiutare le persone più svantaggiate ad accedere a un sistema sanitario migliore, a superare la povertà e a vivere più sicure nel proprio Paese. Ci sono molti segni incoraggianti del rinnovato impegno dell’Italia nelle relazioni internazionali, non ultimo quello nello sviluppo e nella salute globale. L’incremento annunciato oggi da parte del Governo Italiano per il Global Fund contro l’HIV/AIDS, la Tubercolosi e la Malaria è un altro grande segno del fatto che l’Italia sta intensificando il suo impegno per i più poveri e i più vulnerabili. E spero di vedere l’Italia diventare ancora una volta uno dei maggiori sostenitori della lotta contro le tre malattie mortali che stanno ancora uccidendo tre milioni di persone ogni anno.”
“La tutela della salute globale e l’equità dell’accesso alle cure sono un imperativo etico imprescindibile per il futuro del Pianeta” sottolinea Margaret Chan, direttore dell’OMS, che ha individuato nel modello del sistema sanitario universalistico italiano una garanzia per l’uguaglianza nell’accesso alle cure e ha chiesto una collaborazione interistituzionale e internazionale per costruire sistemi sanitari capaci di sconfiggere le pandemie in tutto il mondo.