Aumentano gli accessi alla specializzazione di Igiene

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Riprendendo le rassicurazioni del Ministro della Salute, Roberto Speranza, sul rafforzamento dei Dipartimenti di Prevenzione, di cui ha riconosciuto il ruolo primario per le indicazioni di Sanità Pubblica, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica SItI ha iniziato, in occasione del LIV Congresso Nazionale, a delineare le prospettive di Sanità Pubblica attraverso il potenziamento delle reti professionali, di nuovi modelli organizzativi, dell’innovazione digitale, dell’assistenza territoriale e prevenzione alla luce del PNRR e della revisione delle reti ospedaliere.

“La Società Italiana di Igiene – afferma il presidente, dott. Antonio Ferro – ribadisce l’importanza della Sanità Pubblica, che può permettere salute al Paese. Salute che è economia e benessere sociale. Questo lo possiamo ottenere attraverso una profonda riorganizzazione che veda il territorio come pilastro della Prevenzione. Il ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione è stato strategico nel primissimo periodo della pandemia, lo è stato dopo e lo è ancora di più adesso”, prosegue. “I Dipartimenti, però, hanno bisogno di un nuovo assetto organizzativo e di risorse, soprattutto umane, ovvero dei professionisti della prevenzione che possano veramente aiutare il Paese a venire fuori da questa terribile pandemia. Quindi più territorio, riorganizzazione della Medicina di famiglia, della rete dei distretti, delle cure primarie e dei Dipartimenti di Prevenzione. In questo modo mettiamo in sicurezza anche l’Ospedale. I Dipartimenti di Prevenzione, infine, nei prossimi mesi dovranno lavorare non solo sulle emergenze infettive, ma anche sull’ambiente, sulla prevenzione, sulla sicurezza alimentare, sulla prevenzione degli incidenti domestici, sulla sicurezza e sull’urbanistica in un’ottica di one health. Noi siamo qui. Gli Igienisti sono tutti a disposizione del Paese per una salute che coinvolga tutti. Rilanciare la Sanità pubblica – conclude – vuol dire mettere in sicurezza il Paese per il futuro.”

“Il Covid – afferma il prof. Italo Angelillo, past president SitI – ha evidenziato, a chi non era abituato a parlare di attività di prevenzione e di formazione, l’importanza strategica della formazione. In particolare, per quanto riguarda la formazione medica e per gli Specializzandi in Igiene e Medicina Preventiva, siamo passati da poco più di 200 posti nel 2019 in tutte le sedi italiane a circa gli 800 di quest’anno. Per i futuri igienisti e per coloro che un domani andranno a svolgere attività nel territorio e nei Dipartimenti di Prevenzione, nei Distretti, nelle Strutture Ospedaliere ed in quelle di ricerca, il Covid, se un’occasione ci ha dato – importante e che non ci siamo lasciati sfuggire – è quella di segnalare e manifestare l’importanza dell’Igiene e della Medicina Preventiva, della formazione, della sinergia tra il territorio, Dipartimenti di Prevenzione, Distretti e gli Ospedali con le strutture universitarie e con quelle di ricerca per formare operatori che un domani andranno a svolgere la loro attività nell’ambito affascinante ed interessante della Prevenzione e della Medicina Preventiva e nel più ampio ambito della Sanità pubblica.”

“Ci sono buone notizie per il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale sia sul versante del PNRR, che però è una spesa di investimenti, un po’ meno di 20miliardi per rafforzare la sanità digitale, quella di prossimità per costruire case e ospedali di comunità”, afferma Walter Riccardi, professore di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere Scientifico del ministro Speranza per la pandemia. “Ma il versamento ancora più importante sarà nel settore del fondo sanitario nazionale perché di fatto dai 114miliardi del 2019 si passerà ai 128miliardi del 2024 e questi sono fondi di funzionamento che andranno a finanziare le assunzioni, gli stipendi, le condizioni di lavoro del personale sanitario italiano. La combinazione di investimenti PNRR e aumento del fondo sanitario nazionale sono due buone notizie che ci consentono di lavorare con buone prospettive per rafforzare quella che è la più importante opera di sanità pubblica, anzi la più importante opera pubblica del nostro Paese.”