
A pochi giorni dalla diffusione dei risultati preliminari globali dello studio di fase III Oceanic-Stroke, Bayer Italia sottolinea il contributo del nostro Paese a un trial che potrebbe aprire un nuovo capitolo nella prevenzione secondaria dell’ictus ischemico non cardioembolico. L’indagine, che ha valutato l’inibitore del Fattore XIa asundexian in aggiunta alla terapia antiaggregante, ha mostrato una riduzione significativa del rischio di ictus ischemico rispetto al placebo, senza aumentare i sanguinamenti maggiori, raggiungendo, così, entrambi gli endpoint primari di efficacia e sicurezza. L’Italia ha dato un contributo importante alla ricerca, con 22 Centri clinici coinvolti in tutto il Paese. Grazie ai dati raccolti e alla gestione accurata del follow-up, i Centri italiani hanno supportato lo studio in modo determinante, rafforzando la robustezza scientifica dei risultati globali.
L’ictus rappresenta ancora una sfida di portata globale, colpendo ogni anno circa 12milioni di persone; nel 20-30% dei casi si tratta di recidive. È la seconda causa di morte nel mondo e le recidive comportano spesso esiti ancora più gravi rispetto al primo episodio. Nonostante le terapie oggi disponibili, il rischio di un nuovo evento rimane elevato, con 1 sopravvissuto su 5 che può andare incontro a un secondo ictus entro 5 anni. “Lo studio Oceanic-Stroke segna un cambiamento importante nella ricerca neurologica”, dichiara il dott. Andrea Zini, direttore della Neurologia e Rete Stroke dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche dell’Ospedale Maggiore di Bologna. “Gli inibitori del Fattore XIa, come asundexian, rappresentano una nuova frontiera nella prevenzione dell’ictus, un passo significativo nella lotta contro le recidive, soprattutto per i pazienti con ictus ischemico non cardioembolico, per i quali le opzioni terapeutiche non sono state sostanzialmente innovate negli ultimi anni. Asundexian, primo farmaco di questa classe a completare con successo uno studio di fase III, potrebbe offrire una soluzione efficace per ridurre il rischio di ictus ricorrenti in questa popolazione. La terapia antiaggregante attualmente in uso non è sufficiente per prevenire completamente i secondi ictus, il che rende l’approvazione di nuovi trattamenti ancora più cruciale.”
Asundexian ha ottenuto la designazione Fast Track dalla Food and Drug Administration FDA negli Stati Uniti, quale potenziale trattamento per la prevenzione dell’ictus nei pazienti con ictus ischemico non cardioembolico. Tuttavia, va sottolineato che asundexian è ancora un farmaco sperimentale e non è stato ancora approvato da alcuna Autorità sanitaria.

















