L’aspetto andrologico dei nuovi flussi migratori

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Il lento e inesorabile processo di globalizzazione in atto da alcuni decenni sta lentamente cambiando la demografia europea. In particolare, gli ultimi due decenni sono stati caratterizzati da un importante flusso migratorio di richiedenti asilo e persone provenienti principalmente dall’Africa e dirette verso l’Europa. Le migrazioni sono un processo naturale della storia umana e sono possono influenzare l’epidemiologia di alcune malattie sia nei gruppi di migranti che nelle nazioni che le ricevono. Tuttavia, ad oggi pochi sono i dati riguardanti il come e quanto questo fenomeno stia interessando l’andrologia. Per tale motivo, nei primi 6 mesi del 2019 abbiamo effettuato uno studio coinvolgente tre Ospedali italiani (Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Ospedale San Paolo di Savona ed Ospedale San Raffaele Turro di Milano). Sono stati valutati tutti gli accessi ambulatoriali sia per prestazioni urologiche che andrologiche di pazienti non originari dell’Unione Europea. Abbiamo notato come, nel periodo considerato, il 4.74% delle visite urologiche erano dirette nei confronti di tali pazienti, contro il ben più elevato 17.3% delle visite andrologiche. L’identikit del migrante è generalmente quello di un giovane desideroso di migliorare la propria vita, abbastanza giovane da sostenere un viaggio impegnativo. La giovane età, a nostro avviso, è probabilmente la ragione principale di questa significativa differenza in termini di accesso agli ambulatori andrologici piuttosto che a quelli urologici.

Dal nostro punto di vista, questi dati sono estremamente importanti al fine di poter offrire ai pazienti il miglior servizio possibile. Difatti, il campo andrologico è fortemente legato all’auto-percezione e ai comportamenti sessuali che sono entrambi profondamente influenzati dall’ambiente culturale e dall’educazione. Per tale motivo, l’importanza e la considerazione della sessualità, delle relazioni e di eventuali patologie o interventi andrologici possono differire in modo significativo in vari gruppi culturali di pazienti. Allo stesso modo, l’impatto sulla sfera psicologica della diagnosi di una certa malattia, la sua percezione e gravità. Ciò può comportare una diversa aderenza alla terapia e al processo diagnostico, con un chiaro impatto sul paziente stesso e sul sistema sanitario. Inoltre, le variazioni etniche nei parametri biometrici e di laboratorio, come il tessuto adiposo sottocutaneo e viscerale o i livelli di testosterone, possono influenzare la valutazione dei pazienti e la loro gestione. Alla luce di ciò, gli operatori sanitari dovrebbero essere in grado di identificare le differenze culturali e geografiche nei comportamenti sessuali tra gruppi e comunità e modificare di conseguenza la comunicazione, i programmi educativi e gli interventi.

The Italian Andrology Patient is Changing. Broader Cultural Knowledge Is Needed!
Mantica G, De Rose AF, Ambrosini F, Gallo F, Gaboardi F, Durand F, Van der Merwe A, Terrone C.Int J Impot Res. 2020 Apr 14. doi: 10.1038/s41443-020-0280-2. Online ahead of print | https://www.nature.com/articles/s41443-020-0280-2