Anticorpo monoclonale contro carcinoma mammario metastatico HER2-positivo

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Circa 1 carcinoma mammario su 5 risulta HER2-positivo, e questa positività è associata a una malattia aggressiva, un alto tasso di recidiva e un aumento della mortalità. Trastuzumab deruxtecan, l’anticorpo monoclonale coniugato anti-HER2 di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, continua a dimostrare un’efficacia notevole e una risposta duratura in pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HER-positivo, trattate in precedenza con 2 o più regimi terapeutici anti-HER2. I risultati aggiornati dello studio di fase II DESTINY-Breast01 sono stati presentati durante il San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2020.

Con una durata mediana del follow-up di 20,5 mesi, nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo trattato con trastuzumab deruxtecan (5,4 mg/kg) è stato osservato un tasso di risposta obiettiva (ORR) del 61,4%, e una durata mediana della risposta (DoR) di 20,8 mesi. La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) è stata di 19,4 mesi. In un’analisi esplorativa della sopravvivenza globale (OS), la percentuale stimata, al 35% di maturità dei dati, delle pazienti vive a 18 mesi dall’inizio del trattamento è stata del 74%. Nell’analisi precedente, effettuata a 11,1 mesi di follow-up, era stata osservata una ORR del 60,9%, con una DoR di 14,8 mesi e una PFS mediana di 16,4 mesi. È richiesto ora un follow-up aggiuntivo per dati più maturi sulla OS, e sono in corso ulteriori trial per confermare i risultati di DESTINY-Breast01. “I dati a lungo termine dello studio DESTINY-Breast01 confermano ulteriormente il ruolo che questa opzione terapeutica può svolgere nel cambiare gli esiti del trattamento per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo precedentemente trattate”, spiega Shanu Modi, MD, oncologo senologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center. “È cruciale essere in grado di offrire ai pazienti una terapia come questa, che offre un beneficio clinico duraturo, poiché finora ci sono state pochissime terapie in grado di farlo in tale popolazione.”

La maggior parte delle pazienti nello studio aveva ricevuto linee multiple di terapie precedenti, inclusi trastuzumab, trastuzumab emtansina (T-DM1) e pertuzumab. La durata mediana del follow-up è stata di 20,5 mesi. Il profilo complessivo di sicurezza e tollerabilità di trastuzumab deruxtecan è stato coerente con quanto osservato in precedenza, con poche ulteriori interruzioni della terapia dovute ad eventi avversi con trattamento di più lunga durata. Complessivamente, il 52,7% delle pazienti ha manifestato un evento avverso di grado 3 correlato al trattamento. Nell’analisi aggiornata con una mediana di 9 mesi di follow-up, il 18,5% delle pazienti ha interrotto la terapia a causa di eventi avversi, rispetto al 15,2% della precedente. La maggior parte dei casi di malattia polmonare interstiziale (ILD) o polmonite si è verificata durante i primi 12 mesi di trattamento, e i risultati suggeriscono che il rischio di sviluppare ILD o tossicità da polmonite non è correlato al trattamento cumulativo con trastuzumab deruxtecan. Sono stati segnalati 3 nuovi casi di ILD correlata al trattamento, come stabilito da un comitato di aggiudicazione indipendente (un grado 1, un grado 2 e un decesso (grado 5); 2 casi erano in fase di aggiudicazione al cut-off dei dati. È necessaria una continua attenzione ai sintomi polmonari al fine di un intervento precoce. Al cut-off dei dati dell’8 giugno 2020, il 20,1% delle pazienti era rimasto in trattamento con trastuzumab deruxtecan.

“Questi risultati aggiornati illustrano il potenziale trasformativo della pratica clinica di trastuzumab deruxtecan che potrebbe diventare opzione terapeutica a lungo termine per pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo precedentemente trattato”, sottolinea Antoine Yver, MD, MSc, vicepresidente esecutivo e responsabile globale del reparto di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo. “La durata della risposta e il profilo di sicurezza a lungo termine, confermano ulteriormente che la nostra tecnologia DXd dell’anticorpo monoclonale coniugato, costituisce un trattamento efficace e duraturo.”