
Da qualche giorno anche in Italia è disponibile nemolizumab per il trattamento sia della dermatite atopica da moderata a grave che della prurigo nodularis severa. Nemolizumab è attualmente il primo farmaco biologico anti-IL-31, un anticorpo monoclonale umanizzato, indicato nel trattamento della dermatite atopica nei pazienti di età pari o superiore ai 12 anni e della prurigo nodularis negli over18, che agisce bloccando la segnalazione dell’interleuchina-31, legandosi in modo selettivo alla subunità alfa del suo recettore. L’IL-31 è una citochina neuroimmunitaria che induce il prurito ed è coinvolta nell’infiammazione e nella disregolazione della barriera cutanea sia nella dermatite atopica che nella prurigo nodularis.
Nemolizumab è disponibile in Italia a seguito dell’approvazione di rimborsabilità da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco Aifa sulla base dei risultati dei programmi di sperimentazione clinica di fase III Arcadia e Olympia, che hanno dimostrato che nemolizumab ha migliorato significativamente il prurito, le lesioni cutanee e i disturbi del sonno nella dermatite atopica e nella prurigo nodularis, con un miglioramento significativo della qualità della vita dei pazienti.
La dermatite atopica è una malattia cutanea infiammatoria comune, cronica con riacutizzazioni, caratterizzata da prurito persistente e lesioni cutanee ricorrenti. In Italia si stima che interessi tra il 2-5% degli adulti secondo alcune fonti, tra il 5-8% secondo altre. La prurigo nodularis è una malattia cutanea neuroimmunitaria cronica, debilitante e distinta dalla dermatite atopica, caratterizzata da prurito intenso e noduli cutanei che interessano ampie aree del corpo; in Europa si stimano circa 30-35 casi ogni 100mila abitanti, la prevalenza in Italia si attesta tra lo 0,1 e lo 0,2%, con una probabile sottostima.
“Nemolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che agisce bloccando il recettore dell’interleuchina-31, che svolge un ruolo centrale nella patogenesi della dermatite atopica, in particolare nella genesi e nel mantenimento del prurito, ma contribuisce anche all’infiammazione cutanea”, spiega il prof. Giuseppe Micali, direttore U.O.C. Clinica Dermatologica e della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università di Catania. “Intervenendo direttamente sul dialogo tra sistema immunitario e sistema nervoso, il farmaco interrompe il circolo vizioso prurito-grattamento. Le evidenze degli studi registrativi rendono nemolizumab una nuova e importante opzione terapeutica per i pazienti con dermatite atopica moderata-severa, soprattutto per coloro nei quali il prurito rappresenta il principale fattore di compromissione della qualità di vita.”
“Nemolizumab è un farmaco molto interessante in quanto va a bloccare la subunità alfa del recettore dell’interleuchina-31, che rappresenta la citochina cruciale nella patogenesi della prurigo cronica nodulare”, afferma il prof. Angelo Valerio Marzano, direttore SC Dermatologia Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano e della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università degli Studi di Milano. “Quindi, nemolizumab agisce in modo mirato (target therapy) sul bersaglio molecolare che rappresenta la via principale responsabile della malattia. Oltre al miglioramento del prurito nel 90% dei pazienti, si è osservata una regressione completa dei noduli in oltre il 75% dei pazienti, con un lungo periodo libero da malattia, una persistenza dei risultati e mantenimento della risposta, che addirittura migliorano fino alle 100 settimane. Nemolizumab si dimostra una opzione terapeutica molto promettente.”













