Anticorpi anti-amiloide, Alzheimer Italia: “L’accesso non dipenda dal reddito”

Alzheimer Italia commenta l’incontro tra i vertici di Aifa e le Aziende titolari di lecanemab e donanemab, annunciato nei giorni scorsi dall’Agenzia. Dopo l’orientamento negativo della Commissione Scientifica ed Economica sulla rimborsabilità, Aifa ha espresso apprezzamento per la disponibilità delle Aziende ad avviare percorsi di monitoraggio nella pratica clinica e ha annunciato ulteriori incontri per individuare i pazienti che possono trarre un beneficio significativo dal trattamento.

“È un segnale positivo, coerente con quanto abbiamo proposto nell’audizione al Consiglio di Amministrazione di Aifa dello scorso aprile: un accesso a carico del Servizio Sanitario Nazionale ma condizionato, con criteri di eleggibilità chiari e la raccolta di dati reali”, dichiara Mario Possenti, segretario generale di Alzheimer Italia. “Oggi chi può permetterselo accede a questi farmaci a pagamento in pochi Centri; gli altri restano esclusi. Non può essere il reddito a decidere chi accede a una terapia. Quando si arriverà a definire i criteri per individuare i pazienti e le modalità di monitoraggio, mettiamo a disposizione l’esperienza delle persone con demenza e delle loro famiglie. Va però detto con chiarezza che questi farmaci sono indicati per una parte limitata delle persone con Alzheimer in fase iniziale”, prosegue. “La grande maggioranza, chi ha l’Alzheimer ma non rientra nei criteri e chi convive con altre forme di demenza, non ne trarrà beneficio. Per tutte queste persone, e per le loro famiglie, la risposta passa da diagnosi tempestive, Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze adeguati e servizi di supporto sul territorio, che oggi in molte regioni mancano. Il nuovo Piano Nazionale Demenze, al quale abbiamo contribuito e che è stato presentato il 21 settembre al Ministero della Salute, è lo strumento per costruire questa rete. Il Ministro ha annunciato un emendamento alla Legge di Bilancio: chiediamo che si traduca in risorse adeguate e stabili e che il Piano concluda rapidamente il suo percorso in Conferenza Unificata. Senza questa rete – conclude – il farmaco non arriva a chi può beneficiarne, e tutti gli altri restano senza risposta.”