Ansia della “pappa” per 6 genitori su 10

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Confusi ma felici. Informati ma non abbastanza. Ansiosi, quasi tutti. Appaiono così i genitori italiani quando per la prima volta si trovano a confrontarsi con il mondo dell’alimentazione e con le scelte per i loro bambini. È il ritratto che emerge dall’indagine realizzata dal centro ricerche e analisi Edelman Intelligence, per conto di Mellin, azienda leader nella nutrizione infantile, per capire i comportamenti di mamme e papà quando è il momento di scegliere l’alimentazione dei propri figli.

L’ansia della “pappa”, un sentimento che accomuna 6 genitori su 10
È la prima caratteristica che emerge quando arriva il momento dello svezzamento. L’ansia della pappa ha a che fare con il delicato momento di passaggio verso un’alimentazione più articolata. È in quel momento che si ha più chiara la percezione che sia nelle mani dei genitori, supportati dal pediatra, la costruzione di un percorso di dieta corretta, bilanciata, equilibrata. Mamme e papà italiani sono davvero consapevoli dell’importanza di fare le scelte giuste in quelle che la comunità scientifica chiama “le finestre di opportunità”? È noto infatti che nei primi anni di vita si costruiscono le preferenze alimentari del bambino, che guideranno poi le scelte a tavola anche da adulto. Mamma e papà lo sanno?

Quello che i genitori vorrebbero: maggiore trasparenza
Sempre più attenti all’alimentazione dei propri figli, i genitori italiani hanno “fame” di informazioni: per tutti, infatti, la trasparenza è riconosciuta come un valore fondamentale ed è richiesta a tutti coloro che si occupano della nutrizione dei bambini, in primis le aziende. Quello che i genitori vogliono sempre di più è infatti avere informazioni chiare sul prodotto, la qualità, le materie prime di cui è composto, il processo produttivo da cui nasce. Nelle aspettative nei confronti delle aziende, al primo posto c’è infatti una maggiore precisione/informazione sull’origine delle materie prime; a seguire, un’etichetta più chiara, con maggiori informazioni anche sulla specifica fase di vita del bambino e al terzo posto un confezionamento che permetta di vedere il prodotto, la sua consistenza e il suo aspetto esteriore. Vedere che aspetto abbia/come si presenta un prodotto prima di comprarlo è infatti importante per l’81% dei genitori. È sulla base di questi elementi che i genitori costruiscono la propria fiducia nei confronti di un’azienda; un atteggiamento aperto e di confronto è per loro auspicabile e utile per aiutarli a scegliere in modo più semplice e a sciogliere i fisiologici dubbi.

Tra il dire e il fare
Se da una parte si riscontra una grande consapevolezza, dall’altra però, spesso, alla conoscenza dei fatti non segue un’azione coerente. Nei comportamenti dei genitori italiani in relazione all’alimentazione dei propri figli si riscontrano infatti spesso delle contraddizioni. L’attenzione a garantire un’alimentazione adatta ad ogni fase della crescita del proprio piccolo sembra essere un valore riconosciuto a livello unanime ma, indagando nella quotidianità, ben 7 genitori su 10 scelgono per il proprio bambino le stesse pietanze che preparano per sé e per il resto della famiglia. Invece il 30% orienta le proprie scelte verso un’alimentazione specifica, conscia che “il bambino non è un piccolo adulto” e che, essendo un organismo in crescita, ha esigenze nutrizionali specifiche, diverse rispetto all’adulto. Si dimostra infatti consapevole del fatto che gli alimenti specifici per i bambini rispondano a una particolare legislazione che garantisce la loro sicurezza e la loro semplicità, non contenendo coloranti o conservanti e non avendo né zuccheri né sale aggiunti. Anche nei criteri che guidano l’acquisto i genitori sono alla ricerca di maggiori evidenze la loro attenzione appare focalizzata per la maggior parte su origine e qualità del cibo, ma 1 su 3 ammette di non avere sufficienti informazioni sulla provenienza e sulle caratteristiche nutrizionali degli alimenti che dà al proprio figlio.