Dolore cronico. “Può essere anche espressione corporea di un trauma non risolto”

“Alcune sindromi dolorose e apparentemente ‘misteriose’ acquistano senso se considerate ‘narrazioni corporee’ di un trauma”, afferma la dott.ssa Annamaria Ascione, membro dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore AISD e del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Associazione Società Scientifica Nazionale di Medicina di Famiglia e Comunità ASSIMEFAC in occasione dell’International Conference on Neuropsychiatry 2025 di Parigi. “Il corpo può ‘custodire’ traumi non detti che si esprimono sotto forma di dolore. Il compito dei Clinici quindi non è ridurre i sintomi ma aiutare il paziente a ‘tradurre’ quel dolore in parola e racconto, per fargli perdere parte della sua potenza distruttiva e farlo diventare occasione di consapevolezza e di dialogo. Solo così inizierà definitivamente il cambiamento e il percorso di guarigione per il quale occorre un approccio multidisciplinare e integrato tra Medicina Narrativa, Psichiatria e Psicoterapia Analitica.”

All’evento Ascione ha presentato 2 casi clinici i cui estratti sono stati recentemente pubblicati su Salute 33 e presentati al Congresso AISD 2025: quello di una donna con cistite interstiziale cronica e quello di un giovane con fibromialgia e dolore neuropatico. In entrambi i casi, i sintomi fisici vengono interpretati come “narrazioni somatiche” di una profonda sofferenza emotiva legata a esperienze infantili caratterizzate da violenza familiare. Il primo caso illustra come il dolore vescicale della donna diventi una barriera, una difesa contro l’eccessiva vicinanza e il rischio di un contatto intimo vissuto come minaccia (la paziente assisteva da bambina alle violenze del padre che picchiava la madre); il secondo mostra come il dolore fibromialgico e neuropatico diventi un meccanismo di “blocco” che impedisce al ragazzo di diventare violento come il padre che maltrattava la madre. In questo modo il paziente inconsciamente “frena” il proprio corpo per non ripercorrere le orme paterne.

Un approccio multidisciplinare e integrato tra Medicina Narrativa, Psichiatria e Psicoterapia Analitica ha permesso ai pazienti di dare un nuovo significato alle radici emotive del proprio dolore, riducendo la necessità di un trattamento farmacologico. Entrambi hanno inoltre constatato una riduzione dei sintomi: la donna dopo 2 anni; il ragazzo dopo 18 mesi di trattamento. Il nuovo approccio multidisciplinare proposto da Ascione per comprendere e curare il dolore cronico è definito Modello Narrativo-Neuropsicosomatico del Dolore Cronico MNNDC, ed è fondato su 3 livelli: neurobiologico, psicoanalitico e narrativo; il dolore viene letto come “narrazione incarnata”.