Ancona. Energia termica e vapore acqueo per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

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Per trattare pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, la struttura Villa Igea di Ancona ha recentemente introdotto i trattamenti Rezum, che impiegano solo energia termica e vapore acqueo. La clinica (Gruppo Policlinico Abano Terme) ha puntato, per il settore Urologia, su tecnologie minimamente invasive, effettuando nel 2020 circa 500 interventi di chirurgia laparoscopica. Le maggiori informazioni a disposizione (Internet, ma non solo), aumentano la consapevolezza e le aspettative dei pazienti e hanno, di fatto, comportato un’analoga evoluzione delle strutture ospedaliere in materia di diagnostica, trattamenti terapeutici, procedure chirurgiche. “Da qui la scelta terapeutica del Gruppo Villa Igea che ha puntato su strumentazioni diagnostiche d’avanguardia (tecnologie ‘fusion’ che coniugano immagini ecografiche e Risonanza Magnetica, dispositivi per biopsie prostatiche, etc.); su trattamenti terapeutici minimamente invasivi; su chirurgia per tumore alla prostata che impiega in misura crescente i sofisticati chirurghi-robot da Vinci”, dichiara il dott. Angelo Cafarelli, direttore del Centro di Urologia Robotica e Mininvasiva della struttura. “Partner insostituibili per accuratezza e precisione, i robot in ambito chirurgico garantiscono livelli di efficacia e sicurezza un tempo impensabili.”

IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA (IPB)

“Nelle aspettative dei pazienti – prosegue Cafarelli – la priorità assoluta viene data soprattutto alla preservazione della eiaculazione, funzione vitale che va tutelata e su cui nessun paziente, tanto meno se di giovane età, è disposto a ‘negoziare’. Per questo, le scelte terapeutiche dell’Urologia anconetana puntano su trattamenti evoluti, capaci di affrontare la patologia senza complicanze o effetti collaterali. Di recente è stato introdotto in Italia Rezum, il nuovissimo trattamento per l’ipertrofia prostatica benigna che ‘va oltre’ la chirurgia, impiegando solo energia termica e vapore acqueo.”

Il trattamento – di Boston Scientific – che molti specialisti hanno definito ‘rivoluzionario’, rappresenta una nuova frontiera per l’urologia ed è progettato per trattare l’Ipertrofia Prostatica Benigna, e i problemi urinari ad essa associati, con la termoterapia. L’ipertrofia prostatica benigna colpisce l’80% degli italiani over50 e si manifesta con l’aumento volumetrico della prostata, la piccola ghiandola attraverso cui passa l’uretra, ovvero il condotto che dalla vescica porta l’urina verso l’esterno. Quando la prostata si ingrossa, va a comprimere proprio l’uretra, ostacolando la fuoruscita dell’urina. La patologia è progressiva, peggiora con il tempo e, se non adeguatamente trattata, può provocare danni permanenti alla vescica. Il sistema Rezum utilizza la corrente di radiofrequenza per generare energia termica sotto forma di vapore acqueo da iniettare nella prostata in dosi controllate di 9 secondi, per un totale di 8-10 iniezioni a seduta. Il vapore iniettato nel tessuto prostatico si disperde nello spazio interstiziale tra le cellule tissutali e, contemporaneamente, si raffredda e si condensa: a contatto con il tessuto prostatico, il processo di condensazione libera l’energia termica immagazzinata nel vapore e determina la denaturazione delle membrane delle cellule, causandone la necrosi. Con il progredire della sequenza necrotica, le cellule denaturate vengono assorbite dal normale metabolismo corporeo, riducendo così il volume del tessuto prostatico che occlude l’uretra. La condensazione del vapore genera, nella zona trattata, anche il rapido collasso del sistema vascolare, rendendo in questo modo la procedura non cruenta.

Il nuovo sistema non richiede quindi un approccio chirurgico, che rappresenta di norma la prima opzione quando le terapie farmacologiche non sono efficaci. Inoltre, minima invasività, rapidità e facilità di esecuzione della procedura non comportano necessariamente il ricovero ospedaliero. Rezum può essere praticato anche in day-hospital o in ambulatori specializzati, in condizioni di massima sicurezza. Questo aspetto ha riscontrato elevato consenso sia da parte degli urologi sia dei pazienti consentendo, anche nell’emergenza Covid-19, di affrontare una patologia “non differibile” senza ospedalizzazione, prevenendo i rischi di infezioni e contagi, riducendo le liste d’attesa, abbattendo i costi legati a interventi chirurgici tradizionali. A questo si aggiungono i risultati visibili dopo 1 mese, la rapida ripresa delle attività quotidiane e vantaggi clinici importanti, quali la preservazione della normale funzione sessuale (erezione ed eiaculazione) e il mantenimento della corretta funzione urinaria, senza fenomeni di incontinenza.