
In caso di anafilassi, ogni minuto conta. L’adrenalina rappresenta il trattamento di prima linea per bloccare una reazione allergica grave e potenzialmente fatale, che può insorgere rapidamente dopo l’esposizione ad alimenti, farmaci, punture di imenotteri o altri allergeni. In Italia l’accesso agli autoiniettori di adrenalina, dispositivi che consentono al paziente o a chi lo assiste di intervenire tempestivamente in attesa dei soccorsi, non è ancora garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. A evidenziarlo è una recente analisi nazionale condotta con il contributo dei referenti regionali della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica SIAIP e dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri AAIITO, che ha fotografato le differenze regionali nella disponibilità e nel rimborso degli autoiniettori di adrenalina nella popolazione pediatrica e adulta. Il lavoro rappresenta la prima analisi nazionale dedicata a questo tema in Italia e mostra un quadro disomogeneo, con differenze rilevanti tra Regioni e tra bambini e adulti.
Il tema è al centro del Congresso Nazionale AAIITO 2026, in corso a Bari, occasione di confronto per Allergologi e Immunologi clinici sulle principali novità della disciplina e sulle implicazioni organizzative e assistenziali della pratica clinica. Il quadro che emerge dall’analisi è particolarmente significativo: nei bambini, la maggior parte delle Regioni prevede il rimborso di 2 autoiniettori l’anno, ma non mancano eccezioni o situazioni in cui il secondo dispositivo è riconosciuto solo in presenza di specifiche condizioni; negli adulti, la variabilità appare invece ancora più evidente, con molte Regioni che limitano il rimborso di 2 autoiniettori a casi selezionati, come mastocitosi sistemica, anafilassi bifasica o severa, precedenti episodi quasi fatali, obesità grave o residenza in aree remote.
La questione non è solo amministrativa. Le raccomandazioni europee indicano che i pazienti a rischio di anafilassi dovrebbero avere sempre a disposizione 2 autoiniettori di adrenalina e portarli con sé. Questo perché in alcune situazioni 1 sola somministrazione può non essere sufficiente, i sintomi possono ripresentarsi o l’arrivo dei soccorsi può richiedere più tempo del previsto. “L’autoiniettore di adrenalina è uno strumento essenziale nella gestione dell’anafilassi fuori dall’ospedale”, dichiara Alessandro Marra, ASST Rhodense, Presidio Ospedaliero di Garbagnate Milanese, Milano, coautore dell’analisi. “Garantire un accesso equo significa aumentare la sicurezza dei pazienti e delle famiglie. Le differenze regionali rischiano di creare percorsi non omogenei e di rendere meno prevedibile la risposta in caso di emergenza. È necessario lavorare a una maggiore armonizzazione delle politiche di rimborso e approvvigionamento, insieme a programmi di educazione rivolti a pazienti, caregiver, scuola e operatori sanitari.”
L’anafilassi è una reazione sistemica tempo-dipendente, che richiede riconoscimento rapido e trattamento immediato. Nel bambino, i principali fattori scatenanti sono spesso gli alimenti, tra cui latte, uova e frutta a guscio. Negli adulti, invece, sono più frequenti le forme correlate a farmaci e veleno di imenotteri. Tra i fattori associati a reazioni più severe vengono segnalate anche patologie respiratorie, come l’asma, e condizioni quali la mastocitosi. “Per un paziente a rischio, poter contare su 2 dispositivi non è un dettaglio burocratico”, afferma ancora Marra. “Significa avere una possibilità in più di intervenire in modo tempestivo e appropriato se la prima dose non è sufficiente, se la reazione si ripresenta o se i soccorsi non sono immediatamente disponibili. Per questo l’accesso agli autoiniettori non dovrebbe dipendere dal luogo di residenza.”
IL DETTAGLIO REGIONE PER REGIONE
Secondo la tabella riportata nel lavoro, le Regioni in cui risultano rimborsati 2 autoiniettori l’anno sia per bambini sia per adulti sono Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana; in queste aree il modello appare più vicino all’indicazione di garantire 2 dispositivi alle persone a rischio. In altre Regioni il quadro è più articolato. Nei bambini, la copertura con due autoiniettori l’anno è indicata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Situazioni variabili o condizionate sono invece riportate in Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta. Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano risultano, secondo la tabella, a un solo autoiniettore l’anno per la popolazione pediatrica.















