#afiancodelcoraggio per dare sostegno e valore ai caregiver maschili

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Racconti che parlano di donne, ma scritti da uomini. Partner, amici, fratelli, padri o figli che vivono al fianco di donne che affrontano una malattia e sono testimoni diretti e narratori del loro coraggio e della loro forza. Sono le storie di #afiancodelcoraggio, premio letterario ideato e promosso da Roche con l’intento di dare sostegno e valore ai caregiver maschili che accompagnano una donna nel percorso di cura. Nei giorni scorsi a Roma, è stata lanciata la V edizione del Concorso, dedicata, come la precedente, alle donne che convivono con una malattia oncologica e onco-ematologica. In occasione dell’evento, alla presenza della Giuria – presieduta da Gianni Letta – è stato anche presentato in anteprima Il Cane Yago, lo spot tratto dal racconto vincitore di #afiancodelcoraggio 2019-2020.

In Italia oltre 3,6milioni di persone (il 5,7% circa della popolazione) convivono con una diagnosi di tumore. Nel corso del 2020 si sono registrati circa 377mila nuovi casi, dei quali circa 182mila hanno riguardato persone di sesso femminile. Numeri che confermano la rilevanza non solo epidemiologica ma anche sociale dei tumori, accresciuta quando a essere colpita dalla malattia è una donna, spesso architrave e punto di riferimento in ambito familiare e sociale. Ma qual è l’impatto di questa esperienza dal punto di vista del caregiver maschile? Per raccontarlo la prossima edizione di #afiancodelcoraggio continuerà a dare voce agli uomini che si prendono cura di una donna con tumore, invitati a condividere la loro storia attraverso il sito afiancodelcoraggio.it entro il 28 febbraio 2022; dal 1° marzo al 1° aprile 2022, accedendo al sito il pubblico potrà esprimere la propria preferenza per una storia.

“È un premio giovane che fin dagli esordi ha avuto l’ambizione di voler cambiare la lente attraverso cui guardare all’esperienza della malattia, raccogliendo il punto di vista inusuale di uomini, papà, compagni, mariti, figli, amici che sono a fianco del coraggio di donne con malattia oncologica”, spiega Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Italia. “In un contesto mutato e reso ancora più drammatico dalla pandemia, dare voce a storie di speranza e di sorprendente normalità, a sentimenti profondi e quotidiani come la gioia, la paura, il dolore, la rabbia, diventa una responsabilità sociale verso quella che è la nostra storia collettiva come comunità.”

“Il cancro non colpisce solo la persona che si ammala e che vive sulla propria pelle la malattia – afferma Elisabetta Iannelli, avvocato e segretario generale F.A.V.O. – ma travolge e sconvolge la vita di tutta la famiglia, in particolare quella di chi assiste la persona malata, il caregiver che può essere il marito, il compagno, ma anche il padre o un figlio o un fratello. Sappiamo che lo stravolgimento della vita è associato ad un disagio profondo, anche se di tipo diverso, perché si assiste, a volte impotenti, alla sofferenza della persona cara. Il caregiver spesso trascura la propria salute, perché tutta la sua attenzione è rivolta alla salute della persona cara malata di cancro.”

“AIL sposa appieno il Premio in quanto pienamente in linea con la mission e gli obiettivi della nostra organizzazione”, dichiara Emanuela Zocaro, responsabile Ufficio Stampa AIL nazionale e portavoce di Presidenza. “Da oltre 50 anni la nostra associazione è sempre a fianco dei pazienti ematologici e dei loro familiari. La figura maschile che affianca la donna malata assume, in questo caso, un immenso valore e significato, un bene prezioso insostituibile tanto più che nel comune sentire gli uomini sono avvertiti come non in grado di accudire e assistere una paziente con tumore, figure di secondo piano, sempre dietro le quinte nei momenti più difficili. Non è così. #afiancodelcoraggio ci racconta realtà diverse, scritte in prima persona dagli uomini più vicini alla donna sofferente. Mariti, compagni, padri, fratelli o semplicemente amici che soffrono e patiscono il dolore della persona cara malata. Il caregiver maschio fa fronte alle necessità pratiche, ai bisogni clinici e supporta psicologicamente e moralmente la donna malata.”