Acqua del rubinetto per il 71,4% degli abitanti di Toscana, Umbria, Marche e Sardegna

Aqua Italia (federata Anima – Confindustria) dal 2006 commissiona biennalmente a Istituti indipendenti di ricerca lo studio sulla propensione al consumo di acqua del sindaco in Italia. Dalla ricerca 2018, realizzata da Open Mind Research, emerge che in Toscana, Umbria, Marche e Sardegna il 71,4% della popolazione italiana ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non) negli ultimi 12 mesi, dato in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2016. Tra tutti coloro che la bevono il 42,5% dichiara di farlo sempre o quasi sempre. I motivi che spingono gli italiani a berla sono la comodità (42%), seguita dalla bontà (24,1%).

Nel 27,7% dei casi si rileva la presenza di almeno un sistema di affinaggio dell’acqua, dato in aumento di oltre 8 punti percentuali rispetto alla precedente indagine. Tra questi sistemi, il 12,2% è rappresentato dalle caraffe filtranti e il 8,6% dagli apparecchi per l’eliminazione del cloro o altre sostanze indesiderate. Di questi il 48,5% ha dichiarato di aver sottoscritto un abbonamento di manutenzione periodica.

Inoltre, si è indagato su quanto in queste regioni i cittadini siano propensi a bere acqua trattata del rubinetto fuori casa. Il 32,6% degli intervistati la beve negli esercizi commerciali e il 45,5% la berrebbe se gliela offrissero. Si è anche chiesto quanti conoscano il servizio offerto dai Chioschi dell’acqua che mettono a disposizione dei cittadini acqua potabile trattata o non trattata, refrigerata o addizionata di anidride carbonica. La usa/userebbe il 37,4% degli intervistati e il 77,1% sa se il Comune di residenza offre o meno il servizio: nel 58,3% dei casi il Comune aderisce all’iniziativa.

Per la prima volta, infine, si è indagato sulla preoccupazione dei residenti nei confronti della presenza di sostanze contaminanti nell’acqua del rubinetto. Il 57,8% si è dichiarato preoccupato, il 14% non preoccupato.