Abbronzatura artificiale e rischio melanomi

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Gli elevati livelli di raggi UV dei lettini abbronzanti vengono assorbiti dalle cellule cutanee, e portano a danni a carico del DNA. Questo danno può portare allo sviluppo di mutazioni, come quelle BRAF e 600E, che possono accumularsi nel tempo e portare allo sviluppo di malignità. Un recente studio suggerisce che i raggi UV nei lettini abbronzanti possano scatenare mutazioni genetiche che possono portare a tumori maligni cutanei. Lo studio è stato basato sui dati relativi a 114 pazienti con melanoma con anamnesi di abbronzatura artificiale, e 222 pazienti con melanoma che non avevano questa abitudine. Gli esperti ricordano che oltre ad evitare qualunque forma di abbronzatura artificiale è opportuno anche prendere precauzioni all’aperto, come rimanere all’ombra nelle ore di massima insolazione, indossare pantaloni e maniche lunghi ed indossare cappelli a falde larghe ed occhiali da sole.

È inoltre opportuno applicare una crema solare ad ampio spettro e resistente all’acqua con un fattore di protezione non inferiore a 30 su tutte le aree esposte prima di prendere sole, e riapplicarla ogni 2 ore o subito dopo aver nuotato o sudato. Secondo l’autrice Toni Burbridge, dell’Università di Calgary, nessun livello di abbronzatura artificiale può essere considerato sicuro. Molti pazienti hanno dichiarato di aver usato l’abbronzatura artificiale come base per tentare di evitare le ustioni una volta esposti al sole, ma sfortunatamente questo comportamento ha portato ad un danno cumulativo da raggi UV che ha portato ad una diagnosi di melanoma più precoce rispetto a quella dei pazienti che non facevano uso di lettini abbronzanti. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute online 2019.

fonte: MSD Salute