8 scatti contro il linfoma

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Che cosa fare con tre ore di tempo in più? A Genova c’è Carlo, che vorrebbe prendere del pesce fresco al mercato Orientale e preparare una cena alla moglie. Intanto qualche chilometro più a Sud, a Taranto, Elisabetta si dedicherebbe volentieri alla sua passione più dolce, il “cake design”. C’è Giuseppe che ad Avezzano (L’Aquila) passerebbe ogni secondo insieme a suo figlio mentre, ad Arezzo, Paolo vorrebbe solo sedersi a tavola con i suoi nipotini. C’è poi Francesco di Santa Venerina (Catania), che ringrazia in rima i medici, ripromettendosi di non sprecare più il tempo guadagnato, mentre a Vimodrone (Milano) Gianandrea vuole “semplicemente vivere” e non lasciarsi sfuggire la possibilità di ricevere e donare un’emozione. A Messina, Andrea vorrebbe impedire al tempo di “fare tardi troppo presto” e infine Rebecca, a Roma, regalerebbe il tempo in più a chi di tempo ne ha avuto troppo poco.

Otto pensieri sul valore del tempo, su tutto ciò che un tumore del sangue può sottrarre alla propria quotidianità. Otto pensieri trasformati in 8 scatti d’autore contro il linfoma dall’Istituto Italiano di Fotografia e in mostra nella Galleria Alberto Sordi di Roma dal 10 al 18 ottobre. Il tempo diventa così arte nella campagna nazionale “Non Bruciare il Tempo, Mettilo a Fuoco – uno Scatto Contro il Linfoma”, realizzata con il supporto di Roche: 8 pensieri sul tempo e 8 fotografie che invitano tutti a “non bruciare” il proprio tempo, ma ad utilizzarlo al meglio. Il tempo è infatti il “bene più prezioso” per oltre un terzo della popolazione (37%) – più di un’automobile, di un gioiello o di uno smartphone di ultima generazione – ed acquista un valore ancora maggiore per gli oltre 200 mila italiani che convivono con una forma di linfoma: tumori del sangue che, solo nel nostro Paese, colpiscono 16.700 persone ogni anno.

La campagna ha coinvolto 60 Centri ematologici italiani e ha raccolto oltre 250 pensieri tra brevi frasi e foto amatoriali di pazienti, famigliari, amici, medici e personale sanitario che vivono da vicino l’esperienza di un tumore del sangue e che hanno riflettuto sull’importanza del tempo, su che cosa farebbero se scoprissero inaspettatamente di avere tre ore di tempo in più.