In 8 casi su 10, dolore osseo utile nella diagnosi di mieloma multiplo

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Oltre 5mila italiani, con una leggera prevalenza di uomini rispetto alle donne, scoprono ogni anno di esserne colpiti da mieloma multiplo. Il mese di marzo è dedicato a livello internazionale alla sensibilizzazione su questa malattia, catalogata come “rara” ma che rappresenta comunque il 13% dei tumori del sangue registrati nella popolazione, soprattutto nella fascia d’età tra i 65 e i 70 anni. In 8 casi su 10 è il dolore osseo a spingere dal medico la persona affetta da Mieloma Multiplo: “Questa particolare neoplasia ematologica induce un’incontrollata proliferazione delle plasmacellule presenti nel midollo osseo, con una conseguente produzione di anticorpi anomali che si diffondono nell’organismo alterando la funzionalità di organi e tessuti e aggredendo anche lo scheletro. In particolare, sono colpite la colonna vertebrale, le costole e le ossa del bacino, e le ossa lunghe come femore e omero”, spiega il prof. Renato Zambello, del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, Ematologia e Immunologia Clinica. “Nello specifico, il danno osseo è dovuto al fatto che le plasmacellule mielomatose da una parte attivano le cellule (dette osteoclasti) che sono deputate al riassorbimento dell’osso, mentre dall’altra inibiscono l’azione delle cellule (dette osteoblasti) che favoriscono invece la costruzione dello stesso. Una diagnosi precoce è quindi come sempre fondamentale, seguita da una cura mirata con farmaci di vecchia e nuova generazione: inibitori del proteasoma, immunomodulanti, anticorpi monoclonali.”

Al momento della diagnosi di Mieloma Multiplo il 75% dei pazienti presenta interessamento osseo e in seguito l’attenuazione del dolore osseo, insieme con la prevenzione secondaria dello scheletro (fino all’84% dei malati va incontro a successive fratture), è un obiettivo fondamentale per assicurare una buona qualità di vita alla persona. Da qui l’importanza di un’altra “doppia emme”, quella di Meno Male!, la nuova campagna di sensibilizzazione e di aiuto ai pazienti promossa da AIL, Associazione Italiana Contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, con il sostegno non condizionante di Amgen. “Come recita anche il sottotitolo della campagna ‘Meno Male!’, la finalità di questa iniziativa è quella di aiutare i pazienti con Mieloma Multiplo a prendere il controllo del dolore osseo”, afferma il prof. Sergio Amadori, presidente Nazionale AIL. “Oltre a mettere a disposizione una Guida per il paziente, abbiamo realizzato e pubblicato sul nostri canali web e social una serie di video interviste in cui specialisti di diverse discipline spiegano i meccanismi che innescano la malattia, illustrano le possibilità terapeutiche e soprattutto forniscono indicazioni utili per contrastare e mitigare il dolore osseo, mentre una paziente racconta com’è riuscita ad affrontare la nuova condizione dal punto di vista pratico e psicologico. In questo senso, è fondamentale da parte del paziente associare alle cure una particolare attenzione per la dieta e, laddove le condizioni lo consentono, anche una moderata ma regolare attività fisica.”

Un approccio integrato alla patologia è quindi fondamentale, con il coinvolgimento di specialisti multidisciplinari e la presa in carico della persona non solo dal punto di vista terapeutico. “La ricerca farmacologica ha consentito di innalzare considerevolmente la sopravvivenza, portandola da 2 a 10 anni dalla diagnosi di Mieloma Multiplo. Un risultato importante, che acquisisce ancora più valore nel momento in cui il paziente viene aiutato a migliorare la qualità di vita considerando tutti gli aspetti collegati alla malattia”, afferma la dott.ssa Maria Luce Vegna, direttore medico Amgen Italia. “Informare e consigliare il paziente a 360°, dando utili indicazioni su come impostare la dieta e migliorare il proprio stile di vita per contrastare il dolore osseo, fa quindi parte di una strategia di prevenzione secondaria che può fare la differenza; e la campagna Meno Male, che siamo felici di sostenere, persegue questo obiettivo prezioso.”