6 contagi e 3 decessi per infezione da Hantavirus su una nave da crociera, Di Rosa (SItI): “Virus trasmesso all’uomo da roditori infetti o loro escrementi”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS ha comunicato che 3 passeggeri di una nave da crociera sarebbero morti per una infezione da Hantavirus. I passeggeri erano a bordo della MV Hondius in viaggio dall’Argentina a Capo Verde. In tutto sarebbero 6 le persone sulla nave interessate dai sintomi, di cui 3 già decedute. La diagnosi è avvenuta con il trasferimento di una donna in Terapia Intensiva in un Ospedale del Sudafrica. Le analisi di laboratorio avrebbero evidenziato l’infezione. La nave sembra sia stata ancorata al largo del porto di Praia, Capo Verde.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il commento del dott. Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica SItI:

“In merito alla notizia dei casi di Hantavirus segnalati su una nave da crociera, è opportuno ricordare brevemente che si tratta di un virus trasmesso principalmente all’uomo attraverso il contatto con roditori infetti o con i loro escrementi”, dichiara. “Le infezioni possono causare sindromi anche gravi, come la febbre emorragica con sindrome renale o la sindrome polmonare da Hantavirus, sebbene si tratti di eventi rari nei Paesi europei.”

“Allo stato attuale – prosegue Di Rosa – non vi sono motivi di particolare preoccupazione per la popolazione generale: la trasmissione interumana è estremamente rara e difficilmente sostenuta. Tuttavia, episodi come questo richiamano l’importanza di mantenere alta l’attenzione nei confronti delle malattie infettive. In un mondo globalizzato, dove persone e merci si muovono rapidamente, i patogeni non conoscono confini e richiedono sistemi di sorveglianza e prevenzione sempre vigili ed efficaci.”

“È fondamentale investire e rafforzare continuamente i sistemi di sorveglianza sanitaria. Strumenti efficaci di monitoraggio, diagnosi precoce e risposta rapida consentono di individuare tempestivamente eventuali casi di infezione da Hantavirus e di limitarne la diffusione. In un contesto globale sempre più interconnesso, solo attraverso reti di sorveglianza integrate, collaborazione internazionale e costante aggiornamento scientifico è possibile garantire la sicurezza sanitaria e prevenire l’insorgenza di nuove emergenze.”