Giornata Nazionale Contro la Violenza sugli Operatori Sanitari 2026. “L’Iss impegnato con il progetto europeo Brave-Wow

Il 12 marzo 2026 si è celebrata la Giornata Nazionale dell’Educazione e della Prevenzione Contro la Violenza sugli Operatori Sanitari e Socio-Sanitari, istituita in Italia con la Legge n. 113/2020 e celebrata in concomitanza con la Giornata Europea dedicata alla sensibilizzazione sul tema. In questa occasione, il team italiano del progetto europeo Brave-Wow richiama l’attenzione sull’importanza di prevenire e contrastare la violenza nei luoghi di lavoro sanitari, in particolare quella di genere, attraverso ricerca scientifica, raccolta di dati e sviluppo di strategie di prevenzione.

In Italia il progetto coinvolge diversi partner istituzionali: l’Istituto Superiore di Sanità, che coordina il progetto pilota nazionale; l’INAIL, responsabile dell’analisi comparativa delle politiche nazionali ed europee e delle attività di disseminazione; Fondazione RIGEL, impegnata nelle attività di promozione della parità di genere e prevenzione della violenza sul lavoro; l’ISRAA di Treviso, che coordina focus group e tavoli di confronto con gli stakeholder del settore socio-sanitario.

La violenza contro il personale sanitario rappresenta un problema rilevante per il Sistema Sanitario. Secondo l’Oms, oltre il 30% delle donne ha subito forme di violenza o molestie sul luogo di lavoro. In alcuni contesti ospedalieri europei, la prevalenza supera il 40%. La violenza di genere sul lavoro non danneggia solo i professionisti coinvolti: incide sull’assenteismo, sul turnover, sulla qualità delle cure e sull’efficienza organizzativa.

Per contribuire ad affrontare questo problema è stato avviato il progetto europeo Building Respectful and Violence-Free Gender-Inclusive Environments in the World of Work Brave-Wow, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Citizens, Equality, Rights and Values CERV. Il progetto, coordinato dalla Università di Coimbra, è iniziato a maggio 2025 e ha una durata di 30 mesi; 4 i Paesi coinvolti: Portogallo, Italia, Spagna, Slovenia. L’obiettivo è migliorare la conoscenza della violenza e delle molestie di genere nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione al settore sanitario, e sviluppare strumenti utili per prevenirle.

“Questo progetto rappresenta un passo importante per valutare l’efficacia delle misure adottate finora e rafforzare un approccio multidisciplinare al contrasto di una violenza che da troppo tempo colpisce gli operatori sanitari, professionisti essenziali per il funzionamento e la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale”, dichiara Simona Gaudi, responsabile scientifico. Il progetto si sviluppa in 2 fasi principali:

  • Prima fase | Raccolta e analisi dei dati, in cui saranno utilizzati i questionari innovativi Gender Based Violence at Work Questionnaire GBVW_Q e il Decent Work Questionnaire DW_Q per analizzare la diffusione del fenomeno e le condizioni di lavoro. I questionari saranno somministrati in almeno 8 Ospedali italiani, selezionati per rappresentare diverse realtà territoriali e organizzative;
  • Seconda fase | Sviluppo di strategie di prevenzione I dati raccolti saranno utilizzati per elaborare strategie di prevenzione e strumenti di supporto, rivolti sia alle vittime sia alle organizzazioni sanitarie. L’analisi dei dati sarà supportata anche da strumenti di intelligenza artificiale, utili per individuare modelli e tendenze del fenomeno.