
Sono più di 10milioni gli Italiani che convivono ogni giorno con il dolore cronico. Una condizione silenziosa, spesso invisibile, che erode la qualità della vita ben oltre il sintomo fisico. A pochi giorni dall’apertura, il XXV Congresso ACD 2026 della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva SIAARTI, in programma a Riccione dall’08 al 10 aprile 2026, si prepara ad accogliere oltre 400 professionisti, con iscrizioni ancora aperte. “Questa edizione rappresenta un traguardo significativo per la nostra Società e per l’intera comunità di professionisti impegnati quotidianamente nella lotta contro il dolore cronico, indipendentemente dalla sua eziologia”, dichiara la presidente SIAARTI, prof.ssa Elena Bignami.
Il Congresso ACD offre un’occasione di confronto per i Medici che si occupano di dolore: Anestesisti-Rianimatori, Neurologi, Oncologi, Palliativisti, Medici di base. “Il programma esplora le nuove frontiere del dolore cronico, oncologico e non oncologico, con focus su terapie farmacologiche, tecniche interventistiche di ultima generazione, neuromodulazione, Medicina rigenerativa e applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’ambito della Medicina del dolore”, spiega la prof.ssa Silvia Natoli, responsabile dell’Area Culturale Dolore e Cure Palliative di SIAARTI e co-responsabile scientifica del congresso.
La fibromialgia, condizione dolorosa diffusa, spesso incompresa e sottodiagnosticata, sarà al centro di una sessione che ne interroga i meccanismi, i limiti diagnostici e l’efficacia delle stimolazioni nervose: “Abbiamo cercato di garantire un equilibrio tra clinica pratica, innovazione e appropriatezza”, prosegue Natoli. “Ci saranno spazi dedicati ai giovani Specialisti, alla Medicina di genere, ai PDTA e all’analgesic stewardship (usare i farmaci per il dolore, inclusi gli oppioidi, in modo appropriato, evitando sia il sottotrattamento sia l’abuso, ndr). L’obiettivo è un confronto costruttivo che si proponga di colmare il divario tra formazione e pratica quotidiana.”
Sul fronte della cannabis terapeutica, una sessione di confronto aperto tra posizioni opposte vedrà partecipare chi ne sostiene le opportunità terapeutiche e chi ne mette in discussione l’efficacia reale. Stesso sguardo critico sul dolore femminile: una sessione sulla Medicina di genere affronterà le differenze biologiche e cliniche tra uomini e donne nella percezione e nel trattamento del dolore, storicamente sottorappresentate nella ricerca. Spazio anche alle sessioni dedicate alle popolazioni per cui trattare il dolore è particolarmente complesso.















