“1 uomo su 3 evita i controlli urologici”: gli allarmi che fanno sentire malate le persone sane

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Ci risiamo con il solito dato allarmante: su circa 1.200 uomini di età compresa tra i 30 e i 65 anni, cioè un uomo su 3 evita controlli urologici. E le scuse che 3 italiani su 10 utilizzano per evitare gli accertamenti urologici sarebbero di questo tenore: “sono ancora giovane per sottopormi ai controlli”; “mi vergogno troppo”; “non lo faccio perché non voglio che si venga a sapere…”. Bene partiamo allora dai dati reali: come mai il tumore della prostata, in quanto a diagnosi, risulta il primo tumore dell’uomo, avendo sorpassato quello del polmone e dell’intestino? Per fortuna è il tumore che uccide di meno rispetto a queste due neoplasie. Ma questo vuol dire che gli uomini dai 50 in poi si controllano eccome. Ma non è finita. In tutte i dati riportati dalle varie società scientifiche urologiche, Auro e Siu, risulta che le visite urologiche per ipertrofia prostatica benigna sono quelle maggiormente richieste e che quindi tutti coloro che hanno un disturbo minzionale si recano dall’urologo. Ma allora diventa spontaneo chiedersi: perché bisogna bacchettare sempre gli uomini scrivendo che si trascurano? La prostata è presente i tutti gli uomini ma perché se uno non ha disturbi dovrebbe sentirsi malato e andare dall’urologo? La notizia sarebbe forse potuta essere che “Gli uomini italiani vanno fin troppo dall’urologo per curare l’adenoma, la prostatite e individuare il tumore”… e forse sarebbe stata la verità… senza allarmismi.