
In Italia nel 2025, i neonati sani e a termine, allattati esclusivamente al seno sono stati il 71% dei nati (fonte: Progetto Policy Aziendale per l’Allattamento PAA SIN). A 2-3 mesi la percentuale scende al 48% ed a 4-5 mesi al 39% (fonte: Iss). Persiste inoltre una differenza importante fra Centro e Nord, che mostrano tassi più elevati rispetto a Sud e Isole. In occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento SAM 2026, che ricorre dall’01 al 07 ottobre, la Società Italiana di Neonatologia SIN ribadisce 2 concetti fondamentali: l’indiscutibile ruolo che i Servizi Sanitari hanno nella promozione dell’allattamento e l’impegno a cui i Neonatologi sono chiamati per mettere in pratica le ben note raccomandazioni istituzionali sull’alimentazione infantile, anche quando ci si trova in ambiti socio-sanitari gravati da criticità organizzative e culturali.
L’assistenza ospedaliera alla coppia madre-neonato non può infatti prescindere dall’implementazione delle pratiche postnatali che facilitano l’avvio dell’allattamento, ricorda la SIN. È per questi motivi che, nel 2023, è nato il Progetto Policy Aziendale per l’Allattamento PAA, con l’obiettivo di promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento nei Centri di Neonatologia e di Ostetricia. Ad oggi hanno complessivamente dato la loro adesione al Progetto 115 Punti Nascita (81 al Nord; 12 al Centro; 22 al Sud/Isole) e sono stati accreditati 65 Punti Nascita per l’Allattamento, che hanno raggiunto gli obiettivi richiesti per la nomina (tra cui la definizione di un’appropriata policy aziendale; l’istituzione di un gruppo di lavoro aziendale dedicato all’allattamento; la frequenza di rooming-in, almeno 20/24h; la pratica del contatto pelle-a-pelle in Sala Parto).
“L’allattamento materno è raccomandato dalle principali organizzazioni internazionali che si occupano di salute, dal Ministero della Salute e dalle Società scientifiche d’area perinatale e pediatrica e rappresenta un investimento per la salute della diade madre-neonato, con ricadute positive non solo sul piano clinico, ma anche sotto il profilo sociale e ambientale ed economico”, dichiara il prof. Massimo Agosti, presidente SIN. “La consapevolezza dei benefici dell’allattamento, da sola, non basta perché una madre riesca ad allattare. È necessario che possa contare su un sostegno concreto e continuativo: da parte della famiglia, ma anche, e in modo determinante, da parte dei professionisti e dei Servizi Sanitari.”
Con questa premessa è stato realizzato da SIN, insieme a SIP e AIBLUD, il Position Statement 2026 sull’Allattamento, che ha un duplice scopo:
- Orientare al sostegno dell’allattamento, con consulenze professionali individuali che riguardano la gestione competente dei problemi e dei dubbi solitamente incontrati dalle mamme nell’allattamento;
- Fare chiarezza sul fatto che le controindicazioni ad allattare sono realmente rare, mentre sono frequenti le barriere e le difficoltà all’allattamento, tuttora troppo spesso erroneamente confuse con le vere controindicazioni, ma anche con i falsi miti.
“Proprio su questo tema, uno studio recente mostra come il fenomeno dei malintesi e delle fake news sull’allattamento sia in riduzione nelle nuove generazioni; la generazione Z, infatti, risulta meglio informata rispetto a quella X”, afferma il dott. Riccardo Davanzo, della Commissione Allattamento & BLUD della SIN COMASIN. “Questa differenza potrebbe essere dovuta alla facilità di recuperare informazioni dal web, ma anche ad una capacità a discriminarne la bontà.”
Il documento mira ad un sempre maggior impegno dei Neonatologi a implementare quei modelli organizzativi e quelle pratiche assistenziali che facilitano l’allattamento (contatto pelle a pelle fra madre e neonato, rooming-in di almeno 20/24 h e accesso libero del partner/caregiver). “Dato che il latte materno rappresenta il nutrimento di prima scelta anche per il neonato pretermine, nelle Terapie Intensive Neonatali TIN e nei Reparti di Pediatria vanno maggiormente diffusi ed applicati i protocolli di sostegno all’avvio, al mantenimento e alla tutela dell’allattamento al seno e dell’uso del latte materno o, in alternativa, del latte umano donato”, prosegue Davanzo. “In particolare in TIN è indispensabile per la relazione madre-neonato e per il miglior sviluppo complessivo la presenza attiva dei genitori come veri e propri partner di cura, in un’ottica di family centered integrated care e di zero separation, utilizzando momenti intimi di incontro genitori-neonato, come la kangaroo care.”















