Un “labirinto” per individuare le cellule staminali tumorali

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Ispirato alla mitologia greca, il sistema consente di separare efficacemente le cellule tumorali dai campioni di sangue inviati all’interno dei condotti di un labirinto idrodinamico. Già in uso in trial clinici per il trattamento del cancro al seno, la tecnica potrebbe consentire di pianificare trattamenti mirati, di monitorare i cambiamenti genetici e di segnalare la presenza di cellule aggressive che hanno maggiore probabilità di diffondere il cancro. Proprio la possibilità di isolare queste cellule dai campioni di sangue rappresenta l’innovativa soluzione a uno degli ostacoli principali alla loro identificazione, nonché alla loro analisi: queste sono infatti estremamente “rare”, appena 1 in un miliardo di cellule del sangue, e le opzioni a disposizione per catturare accuratamente queste cellule, ritenute particolarmente aggressive e farmaco-resistenti, non erano fino ad ora efficienti.

Attraverso l’impiego dei chip a labirinto – il cui sviluppo è stato coordinato da Sunitha Nagrath, professore associato di Ingegneria Chimica presso l’Università del Michigan, e da Max Wicha, professore di Oncologia della Michigan Medicine – i ricercatori sono stati in grado di ridurre significativamente i livelli di contaminazione dei campioni, fino a rendere possibile l’analisi cellulare e l’identificazione dei geni attivi e delle mutazioni presenti. “Riteniamo che questo possa essere un modo per monitorare i pazienti nei trial clinici”, spiega Wicha. “Invece di limitarci a contare le cellule, catturandole possiamo effettuare l’analisi molecolare e sapere così ciò che siamo in grado di bersagliare con i trattamenti.”

Fonte: umich news