Tumore del testicolo, una neoplasia frequente ma curabile

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Il tumore del testicolo colpisce i giovani maschi e rappresenta la causa più frequente di neoplasia dai 15 ai 35 anni. Ma per fortuna oggi questo tipo di tumore è curabile, con tassi di guarigione superiori al 90%, soprattutto in caso di diagnosi precoce. Per questo è fondamentale che il paziente si autopalpi periodicamente e si rivolga al medico non appena avverta qualcosa di anomalo, proprio a carico dei testicoli.

L’AUTOPALPAZIONE

L’autopalpazione del testicolo deve essere eseguita dopo una doccia o un bagno tiepido, in modo che lo scroto sia completamente rilasciato. Prima di tutto va esaminato lo scroto, meglio se in piedi, di fronte a uno specchio. Generalmente i testicoli non sono mai perfettamente simmetrici e pertanto non deve preoccupare la presenza di un testicolo lievemente più grande o più basso dell’altro. Talora possono essere presenti dei rigonfiamenti dello scroto che sono generalmente legati a infiammazioni del testicolo o dell’epididimo (orchiti o epididimiti), e quindi dolenti alla palpazione; a raccolte di liquido nella cavità vaginale del testicolo (idrocele); a dilatazione delle vene del funicolo spermatico (varicocele) o a ernie inquinali che hanno raggiunto lo scroto (evento molto raro nel giovane).

A questo punto va esaminato ciascun testicolo con entrambe le mani, facendolo scivolare delicatamente tra pollice e indice con un movimento rotatorio e inizialmente superficiale che consentirà di esplorarne la superficie esterna che, in condizioni normali, si presenta liscia, uniforme e di consistenza teso-elastica. La presenza di una formazione sospetta, verrà percepita come una irregolarità della superficie, di consistenza dura, aderente e non spostabile rispetto al piano sottostante, non dolorabile alla palpazione, che deforma il profilo del testicolo. L’esplorazione va quindi ripetuta nello stesso modo ma esercitando una modesta pressione; in questo modo si potranno ottenere delle informazioni sulle condizioni più interne del testicolo, avendo la possibilità di percepire, se presente, anche un eventuale nodulo, situato all’interno del parenchima testicolare.

I CONSIGLI

Bisogna inoltre stare attenti a individuare l’epididimo, un piccolo organo di forma tubulare situato sopra e posteriormente al testicolo, che ha la funzione di accogliere e convogliare gli spermatozoi, la cui palpazione può evocare un leggero fastidio o dolore in quanto spesso facilmente interessato da infiammazioni (epididimite) o da piccole cisti. Secondo le raccomandazioni del National Cancer Institute, l’autopalpazione deve essere eseguita dopo i 15 anni, una volta al mese, in modo da individuare qualsiasi formazione sospetta, nelle fasi iniziali. In questo caso è consigliata una visita dal medico di fiducia il quale prescriverà un’ecografia dello scroto e eventualmente una successiva visita specialistica. Dunque, in casi di sospetto è necessario eseguire un ecocolordoppler del testicolo, che sarà in grado di valutare il tipo di lesione, la natura benigna o maligna e le dimensioni; i markers tumorali del testicolo, come alfafetoproteina e Beta HCG, indicheranno invece se si tratta di un tumore seminomatoso o non seminomatoso.