Tubercolosi, un problema anche italiano, ma in diminuzione

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In Italia nel 2015 sono stati notificati 3769 casi di tbc, con un tasso che negli ultimi dieci anni è calato da poco meno di 8 a 6,2 casi ogni 100mila abitanti. Nello stesso periodo, i nuovi casi registrati nei 30 Paesi dello Spazio Economico Europeo sono stati 60195, di cui il 30% in cittadini di origine straniera. Nel nostro Paese sono di più i casi segnalati in persone di origine straniera, circa 2mila. La tubercolosi è comunque la principale causa di morte nei sieropositivi in gran parte d’Europa, anche se non in Italia. Nella regione europea dell’Oms tra il 2011 e il 2015 i casi di coinfezione sono cresciuti del 40%, arrivando a oltre 27mila di cui meno di un quinto trattati con antiretrovirali. “In Italia abbiamo un’ottima rete per la diagnosi precoce e la gestione della tubercolosi nel contesto delle strutture di malattie infettive”, commenta Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma. “La Tbc continua però a essere una patologia importante”. A preoccupare gli esperti, si legge nel rapporto, è soprattutto il fatto che in alcune categorie di pazienti, come i detenuti o gli stessi migranti, il calo sia ancora più ridotto, o addirittura si registri un aumento dei nuovi casi.

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