I 5 ospedali al top per la cura del tumore dell’ovaio e dell’utero

320

Un’indagine sui centri italiani più performanti per volume di interventi per tumore maligno all’ovaio ha evidenziato che i maggior numero di interventi per tumore maligno all’ovaio, nel nostro Paese, viene eseguito dal Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, che concentra quasi il 10% della casistica nazionale. Al 2° posto lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano seguito; al 3° l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; 4° occupato dal Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna; al 5° l’Ospedale Sant’Anna – A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino. Considerando solo le 183 strutture italiane che effettuano almeno 5 interventi annui, il 28% (poco più di 1 su 4) arriva a quota 20 operazioni: soglia oltre la quale – secondo quanto viene riportato dal PNE 2018 – diminuisce marcatamente il rischio di residui tumorali (fattore associato a minori probabilità di sopravvivenza a 5 anni dall’operazione chirurgica per tumore ovarico). “Come per tutte le patologie complesse, anche per la gestione di questo carcinoma è fondamentale affidarsi a centri competenti e accreditati, in grado di garantire cure ed assistenza appropriate volte a prolungare la sopravvivenza e, al tempo stesso, a migliorare la qualità di vita”, spiega Giovanni Scambia, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

Quanto al volume d’interventi per tumore maligno all’utero, al 1° e 2° posto in Italia si riconfermano rispettivamente il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Al 3°, c’è l’Ospedale Sant’Anna – A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, che guadagna una posizione rispetto all’anno precedente, mentre al 4° e al 5° posto, si trovano rispettivamente l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e la Casa di Cura Villa dei Platani di Avellino.

La ricerca è stata condotta dal portale doveecomemicuro.it; fonte dei dati è il Programma Nazionale Esiti 2018 di Agenas, in base a cui il sito è stato recentemente aggiornato. “L’alto numero di interventi eseguiti in un anno è il primo elemento di cui tenere conto al momento di scegliere la struttura in cui operarsi, perché indicativo dell’esperienza accumulata da un ospedale”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico del portale. “Una vasta letteratura scientifica, infatti, dimostra come un importante volume di attività abbia un impatto positivo sugli esiti delle cure.”