Terapia chirurgica dell’incontinenza

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Quando la terapia farmacologica o riabilitativa dell’incontinenza non è efficace è necessario ricorrere all’intervento chirurgico ma questo non deve essere visto più come una soluzione estrema, complicata e invasiva con una lunga ospedalizzazione ed una lunga convalescenza in quanto oggi esistono delle tecniche mini-invasive che richiedono qualche ora di ospedalizzazione. Attualmente il nuovo “gold standard” nel trattamento chirurgico mini-invasivo dell’incontinenza urinaria da sforzo sono le bendarelle sotto-uretrali. Utilizzando questa tecnica il chirurgo crea un supporto artificiale per l’uretra con una bendarella di materiale sintetico che sospende l’uretra e i tessuti periuretrali che agevola il ripristino della continenza durante gli sforzi. Esistono diversi tipi di bendarelle sintetiche sotto-uretrali che possono essere posizionate per via retro pubica (tension-free vaginal tape: TVT) o per via trans-otturatoria (trans-obturator sub-urethral tape: TOT). La bendarella ideale dovrebbe essere inerte, non allergenica, resistente alle infezioni e all’infiammazione. Attualmente le migliori sembrerebbero essere quelle macroporose monofilamento in polipropilene.
Per quanto riguarda i risultati di questo tipo di intervento vengono riportati a 5 anni circa l’80% di pazienti ancora continenti mentre le complicanze sono nell’ordine dell’8%. Questi risultati sono sovrapponibili con gli interventi di riferimento a cielo aperto come la colpo sospensione di Burch che sono ovviamente molto più invasivi. Quindi è una procedura che offre risultati molto positivi con un basso rischio di complicanze. Oltre questi vantaggi la procedura è pure semplice per il chirurgo esperto e veramente mini-invasivo per la paziente che può essere dimessa già continente e senza catetere il giorno stesso o dopo 24 ore. Il dolore post operatorio è generalmente modesto o addirittura assente. Questo intervento è indicato a pazienti con incontinenza urinaria da sforzo pura con ipo-ipermobilità dell’uretra o in pazienti che abbiano sviluppato una incontinenza da sforzo dopo correzione di un cistocele. È un intervento talmente poco invasivo che si può eseguire anche in anestesia loco-regionale; obesità e età avanzata non sono controindicazioni.