Tecniche d’avanguardia per il tumore dell’osso

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Il Centro di Chirurgia Oncologica Ortopedica (C.O.O.) dell’ospedale Ortopedico Traumatologico vanta un’esperienza di quarant’anni nell’ambito della chirurgia ortopedica in caso di tumore; oggi vengono eseguiti interventi chirurgici utilizzando tecniche avanzate e tutte le metodiche di ricostruzione degli arti. Riferimento in Italia per numero e tipologia di interventi alle ossa e alle parti molli in presenza di tumori e metastasi ossee, il Centro di Chirurgia Oncologica Ortopedica del Pini-CTO diretto dal dott. Primo Daolio è oggi all’avanguardia in Italia per la chirurgia nelle patologie ortopediche oncologiche dei bambini e degli adulti, primitive e secondarie, a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Il centro C.O.O. è specializzato nel trattamento dei tumori primitivi dell’osso: “Certamente si tratta di tumori rari, come osteosarcoma, sarcoma di Ewing o condosarcoma; ognuno ha un’incidenza di un centinaio di casi l’anno. Per questo la diagnosi è spesso difficoltosa e richiede particolari competenze nella valutazione delle immagini radiografiche e dei preparati istologici. Le tecniche chirurgiche sono complesse e variano in rapporto al tipo di tumore e all’età del paziente” spiega Daolio. “Il tumore di Ewing e l’Osteosarcoma sono più frequenti nei bambini e negli adolescenti. I bambini vengono prima sottoposti a un ciclo di chemioterapia e poi operati. Segue poi un nuovo ciclo di chemioterapia. Le tecniche chirurgiche moderne consentono nella maggior parte dei casi il salvataggio dell’arto evitando l’amputazione. Vengono impiegate protesi oncologiche modulari che possono ricostruire porzioni di osso di differente lunghezza, protesi allungabili con un sistema elettromagnetico per evitare accorciamenti residui dell’arto malato e infine vengono utilizzati i trapianti di osso da donatore o impiegando il perone del paziente stesso.”
Nell’adulto sono più frequenti le metastasi da carcinoma e i sarcomi delle parti molli. Le metastasi consistono nella diffusione nell’osso di un tumore maligno partito da altri organi, più di frequente dalla mammella, dalla prostata, dal polmone, dal rene e dalla tiroide. Grazie al miglioramento delle cure oncologiche dei carcinomi e all’aumento della sopravvivenza, le metastasi sono in aumento. Il trattamento ortopedico in questi casi è di tipo palliativo: ha lo scopo di migliorare la qualità di vita e di ridurre il dolore. Anche i sarcomi delle parti molli, tipici dell’anziano, sono in aumento in quanto si è allungato il tempo di vita media.
“La terapia chirurgica – prosegue Daolio – comporta spesso l’asportazione di voluminose masse di tessuti muscolari e viene effettuata in collaborazione con altri specialisti come i chirurghi plastici o i chirurghi vascolari per il coinvolgimento dei vasi arteriosi o della cute. Il lavoro di equipe chirurgiche consente, attraverso interventi complessi, il salvataggio degli arti in molti pazienti, ma resta fondamentale, in tutte le malattie oncologiche, la diagnosi precoce. I sintomi di queste malattie sono legati alla graduale crescita del tumore che in poco tempo provoca dolore per la compressione degli altri tessuti e la comparsa di una tumefazione. Una visita dal proprio medico curante e un esame radiografico o una ecografia consentono di effettuare diagnosi in poco tempo.”
Il Centro di Chirurgia Oncologica Ortopedica lavora in stretta collaborazione con i team di Anatomia Patologica e di Radiologia, unità che hanno maturato nel corso degli anni un particolare expertise nella diagnosi delle patologie citate e partecipano attivamente alla discussione settimanale dei casi di nuovi pazienti in un’ottica multidisciplinare.