Suicidio, fenomeno diffuso anche tra i giovani. Nord Est regione più interessata

168

“Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. Questo lo slogan scelto per celebrare la Giornata Mondiale e che sottolinea proprio come la conoscenza e la condivisione dei dati esistenti possano supportare il lavoro di prevenzione di questo drammatico fenomeno. La prevenzione del suicidio resta una sfida ancora aperta. Ogni anno il suicidio è tra le prime 20 principali cause di morte a livello globale per le persone di tutte le età; è responsabile di oltre 800mila morti, il che equivale a 1 suicidio ogni 40secondi. In Italia il tasso standardizzato di mortalità per suicidio nel 2016 è stato pari a 7,1 per 100mila abitanti (11,9 tra gli uomini e 2,9 tra le donne), in diminuzione rispetto agli anni passati.

Nel 2016 in Italia, secondo i dati dell’Indagine ISTAT sulle Cause di Morte elaborati dall’ISS, e con riferimento alla sola popolazione residente di età uguale o superiore ai 15 anni, i decessi per suicidio sono stati 3.780; a questi si aggiungono 80 persone non residenti in Italia e 10 casi di suicidio nella fascia di età 10-14 anni. In Italia, gli uomini rappresentano il 78% delle morti per suicidio e le donne il 22%. Per effetto di una maggior riduzione nel tempo dei suicidi femminili rispetto a quelli maschili, il rapporto uomini/donne è costantemente aumentato dagli anni ’80 ad oggi, passando da 2,4 nel 1985 a 4,6 nel 2016.

La mortalità per suicidio è storicamente più elevata nelle regioni del Nord Italia rispetto a quelle del Centro-Sud. In particolare, i valori più elevati del tasso standardizzato si registrano nel Nord-Est (14,5 per 100mila per gli uomini e 3,5 per le donne), segue il Nord-Ovest (12,4 per gli uomini e 3,3 per le donne) e il Centro Italia (11,9 per gli uomini e 2,5 per le donne). Il complesso delle regioni del Sud Italia e delle due isole maggiori presenta i valori più bassi (10,0 per gli uomini e 2,4 per le donne). Gli over70 rappresentano più di 1/4 di tutte le morti per suicidio (27,4%), mentre i giovani di 15-29 anni sono circa l’8% del totale dei decessi (303 vittime nel 2016).

Sebbene i tassi di mortalità per suicidio siano più elevati tra gli anziani, è tra i giovani che il suicidio rappresenta, analogamente a quanto si registra a livello mondiale, una delle più frequenti cause di morte. Nel 2016 i suicidi rappresentano circa 12,8% dei decessi tra i giovani di 15-29 anni, il 5,7% nella classe di età 30-54 anni, l’1,3% tra i 55-69enni e solo lo 0,2% dei decessi di persone di 70 anni e più. Il peso dei suicidi sul totale dei decessi è maggiore tra i giovani uomini: tra i 15-29enni i suicidi rappresentano il 14,7% del totale dei decessi, il 7,2% nella classe di età 29-54, l’1,6% nella classe di età 55-69 e lo 0,3% tra i deceduti di 70 e più anni. Per donne i suicidi rappresentano l’8,3% del totale dei decessi tra le giovani (15-29 anni), il 3,2% nella classe di età 30-59 anni e meno dell’1% dei decessi nelle classi di età più anziane.

Per entrambi i generi il suicidio rappresenta la terza causa di morte più frequente tra i giovani di 15-29 anni dopo gli incidenti stradali e i tumori. Tra gli uomini, i metodi più frequentemente utilizzati per attuare il suicidio sono l’impiccagione (52,2%), la precipitazione da luoghi elevati (15,8%) e l’uso di armi da fuoco (13,7%). L’impiccagione è il metodo più frequentemente utilizzato per attuare il suicidio a tutte le età, ma tra i giovani di 15-29 anni (per i quali le impiccagioni rappresentano il 42.7% dei suicidi) il secondo metodo più frequente è la precipitazione da un luogo elevato (24,8%); il terzo è farsi travolgere da un mezzo in movimento (13,8%), seguito dai suicidi mediante l’uso di armi da fuoco (8.5%). Anche per le donne l’impiccagione (34,8%) e la precipitazione da luoghi elevati (31,9%) sono i due metodi più frequentemente utilizzati per attuare il suicidio, seguiti dall’annegamento (8,0%); l’uso di armi da fuoco è raro (2,1%). Tra le donne, come per gli uomini, si osservano differenze per età nella scelta del metodo: tra le giovani di 15-29 anni dopo l’impiccagione (49.1%) e la precipitazione da luoghi elevati (31.6%), come per i ragazzi, il terzo metodo più frequente è farsi travolgere da un mezzo in movimento (5.3%).