Sport subacqueo nel soggetto diabetico

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È possibile per un soggetto diabetico praticare lo sport subacqueo? Sembrerebbe proprio di sì, a patto che sia stato effettuato uno stretto monitoraggio dei valori della glicemia, opportuna modulazione della terapia e training specifico per lo stesso sport. Sono questi i tre elementi fondamentali del Protocollo messo a punto dall’équipe di diabetologi dell’Associazione Diabete Sommerso Onlus. L’obiettivo è promuovere il protocollo e abbattere totalmente quei tabù che negavano alle persone con diabete di fare immersioni con autorespiratore.

“Nei giorni scorsi abbiamo voluto far incontrare le figure professionali che ruotano intorno al subacqueo con diabete: operatori sanitari e istruttori subacquei. La nostra associazione – spiega Valentina Visconti, Presidente Diabete Sommerso Onlus – lavora affinché sempre più persone con diabete possano godere del mondo sommerso in sicurezza e con il massimo controllo dei valori glicemici, superando preclusioni e pregiudizi che oggi non hanno più ragion d’essere. Questo è possibile solo ‘formando i formatori’, ossia diabetologi, infermieri, medici dello sport e istruttori sub, affinché si allarghi quel network di professionisti in grado di supportare le persone con diabete che desiderano fare subacquea.”

“In passato, il diabete era considerato una condizione che precludeva in modo assoluto l’attività subacquea”, evidenzia Paolo Della Torre, Specialista in medicina subacquea e iperbarica, docente del corso. “Oggi, grazie al protocollo di Diabete Sommerso, per i diabetici è possibile praticare questa disciplina in condizioni di sicurezza, a partire dall’iter necessario a ottenere la certificazione. Il Medico dello Sport/Medico Subacqueo dovrà integrare la visita di idoneità normalmente effettuata per ogni aspirante sub con la consulenza richiesta al diabetologo, che certificherà la capacità del paziente di tenere sotto controllo la glicemia, l’assenza di eventuali danni d’organo e di complicanze cardio-vascolari e renali del diabete. La visita, inoltre, dovrà essere l’occasione per sensibilizzare l’aspirante sub, riguardo l’importanza, al fine della pratica in sicurezza, di un corretto stile di vita e di un adeguato regime alimentare, aspetti sempre più imprescindibili per chiunque voglia approcciarsi alla subacquea.”

“L’educazione terapeutica gioca un ruolo fondamentale nella cura del diabete: serve a guidare verso l’autogestione consapevole della propria condizione”, sottolinea Giovanni Careddu, medico diabetologo della ASL 3 Genovese e Coordinatore del Gruppo Italiano di Studio per l’Educazione sul Diabete (GISED) e docente del corso. “Per una persona con diabete, vedere che con un buon controllo metabolico ottiene le performance sportive volute è una formidabile motivazione per curarsi nel modo migliore possibile. Un diabetico che si approccia alla subacquea, quindi, non solo imparerà un nuovo sport ma migliorerà anche la sua capacità di autogestione della patologia. È importante per i diabetologi affrontare queste situazioni di ‘vita reale’, oltre il proprio ambulatorio, perché rappresentano i contesti ideali in cui fare educazione terapeutica.”