Spiagge e piscine, un problema estivo per i soggetti con dermatite atopica

213

I disturbi dei soggetti con dermatite atopica sono molti e in estate sembra si accentuino molto di più. Per esempio, il prurito – tra i principali sintomi della malattia assieme a lesioni cutanee, escoriazioni e infezioni – per colpa del caldo e del sudore tende a peggiorare, compromettendo gravemente la qualità di vita dei pazienti: 2 su 3 non riposano bene la notte, al punto da doversi assentare dal lavoro il giorno successivo; 1 su 2 rinuncia a piscina o spiaggia perché in imbarazzo a causa delle lesioni cutanee visibili; il 43% ammette di essere limitato nelle attività quotidiane e di non poter stare in ambienti dove ci sono polvere o sabbia.

Il 15% dei bambini e il 2-8% degli adulti è affetto da dermatite atopica; almeno 8mila italiani adulti ne soffrono in forma grave. “In estate il prurito tende a diventare più insistente in una quota di pazienti e così, nonostante tendenzialmente la bella stagione faccia regredire le lesioni cutanee, i pazienti con dermatite atopica possono trovarsi a vivere con molto disagio la bella stagione”, spiega Mario Di Gioacchino, vicepresidente SIAAIC e direttore UO di Allergologia Policlinico Universitario di Chieti. “Il 40% dei pazienti afferma che il prurito è il principale fastidio correlato a questa malattia cutanea cronica che si manifesta con arrossamenti e prurito sulla pelle di viso, gambe e tronco: nei punti colpiti la cute si secca e si desquama, provocando lesioni visibili che imbarazzano chi ne soffre al punto da comprometterne seriamente la qualità di vita. Nel 60% dei casi la dermatite atopica scompare durante l’adolescenza, ma nei restanti casi persiste e in uno su due ha recidive in età adulta, più probabili se la patologia è comparsa entro i primi 2 mesi di vita, se c’è una familiarità per dermatite atopica e se ci sono asma o rinocongiuntivite allergica. La dermatite atopica si sviluppa infatti in soggetti geneticamente predisposti: il figlio di un genitore con dermatite atopica ha 1 probabilità su 4 di diventarlo, se mamma e papà lo sono il rischio raddoppia.” Per questo è raccomandabile esporsi al sole nelle ore meno calde della giornata e con un’adeguata protezione solare. La secchezza della cute può peggiorare con le docce frequenti estive, per cui è più appropriato un bagno di 10-15 minuti a una temperatura confortevole, assicurandosi che le lesioni siano del tutto sommerse.