“Cosa è successo a Sergio Marchionne dopo l’intervento alla spalla?”

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La struttura elvetica non conferma la notizia ma Sergio Marchionne è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale universitario di Zurigo e le sue condizioni sono gravi e irreversibili. Il presidente di Fca John Elkann aveva già  spento qualsiasi speranza, scrivendo ai lavoratori che “Sergio non tornerà più”. Ma che cosa è successo a Marchionne? È quanto in molti tra i nostri lettori ci chiedono di spiegare. E proveremo a rispondere sulla base delle illazioni, e non di certezze, che si sono fatte in queste ore.

 

PERCHÉ L’INTERVENTO ALLA SPALLA

Prima fra tutte l’intervento alla spalla con eventuale impianto di protesi. Le situazioni nelle quali si rende necessario un intervento di protesi di spalla sono varie: artrosi che determina una completa perdita della cartilagine e la deformazione delle superfici articolari tra omero e scapola. Una variante è quella che consegue a lesione massiva della cuffia dei rotatori, in cui l’omero risale verso l’alto. Poi vi sono le malattie reumatiche.

DOLORE INTENSO E PERDITA DEI MOVIMENTI

Vi è la giusta indicazione all’impianto di una protesi quando una delle malattie elencate porta a dolore intenso e mal controllabile e a una perdita importante dei movimenti della spalla, per cui il paziente non è più in grado di svolgere le attività quotidiane. Dunque la decisione deve essere ponderata accuratamente: se l’articolazione è degenerata ma il dolore è scarso e il paziente riesce comunque a compiere tutte le proprie attività senza eccessivo disagio, probabilmente non è tempo di optare per una protesi.

L’IMPIANTO DI PROTESI DELLA SPALLA

Le soluzioni attualmente disponibili sono numerose. Una prima decisione da prendere è se occorra una protesi “totale”, con sostituzione di entrambi i versanti dell’articolazione (testa omerale e glena scapolare); oppure se sia sufficiente sostituire il solo versante omerale: in questo caso di parla tecnicamente di emiartroplastica. Un altro modello di protesi totale che si è andato affermando negli ultimi tempi è la protesi inversa.

I PERICOLI DI EMBOLIA

Qualsiasi tipo di intervento alla spalla, anche a distanza di qualche settimana espone comunque a dei fenomeni trombotici che se non sufficientemente contrastati con terapia eparinica o antiaggregante, a secondo dei casi, possono determinare la formazione di emboli, la loro messa in circolo e quindi la trombosi a livello cerebrale (ictus,) o cardiaco (infarto). Quando sono particolarmente intensi, spesso si arriva al coma irreversibile e quindi alla morte. E se Marchionne aveva confermato gli incontri in agenda a una settimana dall’intervento, l’ipotesi più plausibile è quella sopra riportata.