Sclerosi multipla e desiderio di genitorialità

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Sono 4,7 le pazienti che in media in un anno affrontano una gravidanza in un centro per la Sclerosi Multipla (SM) e nel 70% dei casi è stata programmata. Sia i neurologi (media di 8,5 voti su 10) sia i ginecologi (media di 7,9 voti su 10) si dichiarano favorevoli a supportare il desiderio di maternità delle donne con SM, tema che viene affrontato nel 55% dei casi al momento della diagnosi. Questi alcuni dati della ricerca Doxa Pharma, commissionata da Teva Italia, dal titolo “Il Management del Percorso di Gravidanza nelle Pazienti Affette da Sclerosi Multipla”, che ha visto coinvolti 80 neurologi e 120 ginecologi.

Il desiderio dei pazienti con Sclerosi Multipla di diventare genitori è un tema che non può non essere affrontato per una patologia che vede una diagnosi ogni 3 ore circa, per un totale di 3.400 nuovi pazienti all’anno. Due donne su tre sono di età compresa tra i 20 e i 40 anni e il 43% desidera una famiglia dopo essere venute a conoscenza di avere la patologia. “Fino a 20 anni fa le pazienti che desideravano affrontare una gravidanza dopo una diagnosi di SM, venivano fortemente disincentivate a farlo”, afferma il prof. Giovanni Luigi Mancardi, President Elect della Società Italiana Neurologia per il biennio 2017/2019. “Da allora molto è cambiato e ora sappiamo che le persone con SM possono pianificare una gravidanza con serenità. Il rischio che il bambino o la bambina sviluppino la patologia è ancora relativamente basso (circa il 2-3%) e degli studi evidenziano come la gravidanza sia protettiva verso la patologia.”

“Il percorso diagnostico-terapeutico e la pianificazione della maternità o della paternità – spiega la prof.ssa Maria Pia Amato, ordinario del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Firenze – devono essere valutati ad personam e, qualora il clinico ritenga che la paziente possa intraprendere una gravidanza, è importante che gli specialisti, neurologo, ginecologo e ostetrica, si confrontino per seguirla al meglio.”

L’allattamento sembra ancora essere un tema aperto, l’attenzione del clinico si rivolge al controllo della patologia che subito dopo il parto potrebbe riprendere in modo aggressivo, anche se recenti studi e meta analisi hanno evidenziato che l’esclusivo allattamento al seno abbia un effetto protettivo sull’attività della SM.

“La questione è dibattuta a livello scientifico e questo si evidenzia anche dalla nostra indagine: il 44% dei neurologi, infatti, esprime dubbi sull’allattamento al seno”, commenta Paola Parenti, Vice Presidente di Doxa Pharma. “Ciò che, però, in questo percorso risulta essere maggiormente apprezzato dal 61% delle donne e dal 50% dei ginecologi, sono la collaborazione e il coordinamento che i diversi Health Care Professional hanno messo in campo per seguire al meglio le loro pazienti, ma solo laddove esiste una collaborazione strutturata e organizzata tra Neurologia e Ginecologia all’interno della medesima struttura ospedaliera.”