Ricerca e sviluppo, l’Italia al 20° posto

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L’Italia stanzia per Ricerca e Sviluppo l’1,27% del Prodotto Interno Lordo, quota però rimasta stabile nell’ultimo quadriennio (2011-2014), confermandosi su valori molto inferiori alla media dell’Unione Europea e dei principali Paesi OCSE: siamo al 13° posto nel Mondo per valore assoluto, ma al 20° in rapportato al PIL. “Grazie a un confronto con il Ministero per la Ricerca, stiamo aspettando risposte importanti su temi cruciali per il nostro Paese, quali la destinazione alla ricerca degli embrioni non idonei per la gravidanza, la possibilità di sperimentazione in campo aperto di piante ottenute con genome editing, la destinazione alla ricerca di base dei fondi non spesi dall’Istituto Italiano di Tecnologia e, ancora, l’accesso delle università ai bandi per la ricerca contro le malattie rare nonché la ricerca scientifica sugli stupefacenti per fini medici e terapeutici”, afferma Filomena Gallo, segretario di Associazione Luca Coscioni.

Al Governo Italiano, dunque, l’Associazione Luca Coscioni rivolge 4 importanti richieste sul fronte scientifico, che possano essere realizzate in poco tempo, dunque anche entro la fine della legislatura:

1.Fondi e bandi. Moltiplicazione fondo PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) sia portata dalla attuale cifra di 32 milioni di euro l’anno (92 milioni su 3 anni) alla cifra di 460 milioni di euro l’anno;

2.Appello sul diritto alla scienza chiede ai Governi di rispettare i loro obblighi internazionali relativi al pieno godimento dei diritti umani e di sostenere la ricerca scientifica a tutti i livelli;

3.Esperimenti in campo aperto di genome editing. Nella ricerca scientifica delle cosiddette biotecnologie verdi anche attraverso la tecnica della correzione del genoma;

4.Donazione alla ricerca di Blastocisti/Embrioni non idonei per una gravidanza. Attualmente gli embrioni/blastocisti non idonei per una gravidanza sono conservati presso i centri di procreazione medicalmente assistita senza alcuna destinazione poiché la legge 40 del 2004 ne vieta la distruzione e l’uso per la ricerca scientifica. Si auspica in un atto di Governo che destini alla ricerca i soli embrioni non idonei per una gravidanza.