Reflusso gastrico e dispepsia, due disturbi non sempre coincidenti

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La malattia da reflusso gastroesofageo si verifica quando i succhi gastrici vengono in contatto con la parete dell’esofago, provocando bruciore dietro lo sterno e rigurgito acido. È una condizione che colpisce circa il 10-20% della popolazione in Europa, ma è meno frequente nelle popolazioni asiatiche. La malattia da reflusso gastroesofageo si presenta con sintomi cosiddetti “tipici” (bruciore retrosternale, ossia dietro il petto, e rigurgito acido in bocca) oppure con sintomi “atipici”. La malattia è causata da fattori alimentari, anatomici, funzionali, ormonali e farmacologici; importante però rimane il tono dello sfintere esofageo inferiore. Quando la pressione della zona si riduce, il materiale acido e non-acido risale dallo stomaco all’esofago (anche in condizioni normali) e, se quantità e durata del reflusso superano una determinata soglia, si verifica la Malattia da Reflusso Gastroesofageo. Per dispepsia, invece, viene più comunemente intesa una “cattiva digestione”; è dovuta a un’alterazione delle funzioni digestive a livello dello stomaco che si manifesta prevalentemente come dolore, bruciore (pirosi) o fastidio all’epigastrio (la zona appena al di sotto delle costole e appena al di sopra dell’ombelico), solitamente dopo i pasti.

Dunque reflusso gastroesofageo e dispepsia provocano una significativa sovrapposizione di sintomi, ma l’interazione fra i due fenomeni rimane scarsamente compresa. Un recente studio, pubblicato su Dig Dis Sci, si è proposto di accertare se il reflusso sovrapposto alla dispepsia abbia un impatto sulle caratteristiche cliniche e psicologiche rispetto al solo reflusso: su un campione di 868 pazienti, 107 soggetti presentavano la sovrapposizione di dolore epigastrico o bruciore, mentre 761 presentavano soltanto sintomi da reflusso. I soggetti con entrambi i sintomi presentavano sintomi da reflusso più gravi, e manifestavano più spesso i segni della sindrome del colon irritabile rispetto a quelli con solo reflusso.

La sovrapposizione dei sintomi comporta inoltre una riduzione della qualità del sonno, maggiori tassi di depressione, una minore pressione ematica e maggiori livelli di colesterolo totale nel siero. I soggetti con reflusso e dispepsia sono dunque caratterizzati da un peggioramento dei sintomi clinici e da un maggior numero di comorbidità psicosociali e metaboliche, ma anche da un minor tasso di esofagite erosiva. Questi dati indicano che la consapevolezza clinica di tale sovrapposizione di disturbi potrebbe aiutare a ottimizzare la gestione del reflusso nella pratica clinica.