Probiotici contro il colesterolo cattivo

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Composti probiotici sono in grado di ridurre i livelli circolanti di lipoproteine a bassa densità (LDL) ossia la componente più deleteria del colesterolo totale. I probiotici sono “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. In questo caso specifico è stata studiata un’associazione contenente Bifidobacterium longum (BB536), un ceppo ben studiato di fermenti lattici attivi ad azione probiotica specifica, ed estratto di riso rosso fermentato, il cui maggiore principio attivo è la monacolina K. L’associazione è stata studiata con rigore scientifico (studio randomizzato, in doppio cieco e contro placebo) su un gruppo di pazienti con ipercolesterolemia media, quindi candidati a un possibile trattamento non farmacologico. I risultati preliminari di questo studio, condotto da ricercatori italiani presso l’Università di Milano e l’Ospedale Niguarda (Milano) e che verrà presentato nel prossimo aprile a Praga al congresso della Società Europea dell’Aterosclerosi, indicano un dato sorprendente: l’assunzione orale di questa associazione probiotico-nutraceutico per dodici settimane determina una riduzione delle LDL del 27%. Il confronto col placebo (preparato identico ma privo delle componenti attive) è senza discussione: il placebo non modifica minimamente (variazione = 0%) le stesse dannose lipoproteine. “Abbiamo la possibilità di intervenire su uno dei fattori di rischio attualmente più rilevanti per l’aterosclerosi e quindi possibilmente nella prevenzione di eventi cardiovascolari come l’infarto miocardico e l’ictus”, afferma il responsabile dello studio, Paolo Magni, docente di Patologia Clinica al Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano. “Si tratta – aggiunge Magni – della prima volta che un’associazione di nutraceutici contenente un probiotico specifico dimostra, in uno studio clinico condotto con rigorosa metodologia scientifica, un risultato di così grande portata per la salute pubblica”. L’utilizzo di un’associazione – che include, oltre al Bifidobacterium longum e alla monacolina K, anche coenzima Q10 e vitamina PP – ha lo scopo di utilizzare meccanismi d’azione diversi e sinergici per ridurre la colesterolemia, in modo da assicurare il migliore risultato con virtuale assenza di effetti indesiderati.