Come prevenire le infezioni chirurgiche

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Sicurezza del paziente candidato a intervento chirurgico e riduzione del rischio infettivo in sala operatoria. Questi gli obiettivi del primo Documento di Consenso italiano sulla prevenzione perioperatoria delle infezioni delle ferite chirurgiche (Surgical Site Infections, SSI), realizzato con il supporto incondizionato di Becton Dickinson per stimolare nella pratica clinica l’applicazione corretta e standardizzata di tutte le misure preventive.

Le infezioni del sito chirurgico sono infezioni post-operatorie che si verificano entro 30 giorni da una procedura chirurgica o entro un anno dall’impianto di un dispositivo permanente. Dati epidemiologici confermano che in Europa un’infezione acquisita in ospedale su cinque è una SSI. In Italia il livello è sostanzialmente allineato: circa l’8% dei pazienti ospedalizzati contrae un’infezione associata alle procedure assistenziali e, di queste, il 20-22% sono infezioni del sito chirurgico. Nonostante la disponibilità di Linee Guida internazionali nel campo delle infezioni post-chirurgiche, molte delle raccomandazioni in esse contenute non vengono correttamente seguite nella pratica ospedaliera italiana. Ed è proprio per far fronte a questo problema ancora irrisolto che un gruppo di esperti italiani ha delineato una serie di regole base fondamentali per ridurre il rischio infettivo post intervento chirurgico. Seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dei Centri del Controllo e Prevenzione delle Malattie di Atlanta (CDC), il documento si articola sostanzialmente in 3 parti: il momento pre-operatorio e la preparazione del paziente all’intervento; l’intervento stesso; e infine la gestione del paziente nella fase post-operatoria.

Secondo alcune stime la corretta applicazione di precise misure di prevenzione potrebbe ridurre l’incidenza di infezioni fino al 70%. Le SSI sono associate a diversi fattori di rischio, alcuni più strettamente legati al paziente come l’età avanzata o la presenza di comorbidità, altri direttamente legati al tipo di intervento chirurgico. Sono principalmente due le procedure preventive che hanno assunto maggiore rilevanza nel nostro Paese nell’ultimo decennio: la disinfezione della cute del paziente prima dell’intervento e il ricorso alla tricotomia, laddove necessaria.