Presbiopia, ovvero l’impossibilità di leggere da vicino

432

La presbiopia, ovvero l’impossibilità di poter leggere il giornale senza dipendere da un paio di occhiali da vicino, è un processo naturale che compare dopo i 40 anni dovuto a perdita di efficacia del sofisticato sistema di messa a fuoco dipendente dal cristallino naturale e dal corpo ciliare posizionati entrambi all’interno del bulbo oculare. È un normale processo di invecchiamento del nostro occhio che comporta difficoltà nella visione di oggetti da vicino, generalmente da una distanza tra i 25 e i 40cm. In caso di difetti refrattivi, come nell’ipermetrope, comparirà leggermente prima mentre, nel caso del miope, leggermente dopo. Intorno ai 60 anni il difetto si stabilizza in assenza di patologie oculari e generalmente dopo questa età non risulta necessario dover aumentare il potere delle lenti. In Italia, si stima che la presbiopia oggi riguardi 28milioni di persone.

“Purtroppo non esistono modi per ritardare l’insorgenza della presbiopia, ma oggi si può fare in modo di correggere il difetto con le lenti progressive che, grazie all’evoluzione tecnologica, hanno raggiunto un livello di personalizzazione tale da eliminare la maggior parte delle difficoltà di adattamento cosi penalizzanti negli anni passati”, afferma il dott. Luigi Mele, medico chirurgo oculista presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, esperto della Società Oftalmologica Italiana per la tematica inerente i vizi di refrazione e la presbiopia. “È anche opportuno seguire alcune buone pratiche quotidiane a fronte dell’uso sempre più intenso di dispositivi elettronici.”

Negli ultimi anni i dispositivi elettronici hanno introdotto nuove esigenze visive nella pratica quotidiana. La necessità di mettere a fuoco schermi a distanza ravvicinata come quelli del Pc, dei tablet e degli smartphone, sottopongono l’occhio a un importante impegno accomodativo e di convergenza di entità variabile a seconda della distanza di lavoro e della postura assunta. Spostare rapidamente gli occhi dalla tastiera allo schermo, dal foglio di lavoro alla calcolatrice sulla scrivania e poi all’ambiente circostante obbliga l’occhio a un costante e continuo sforzo di messa a fuoco. Specie in questi casi, le lenti progressive sono una necessità più che un’opzione, in quanto uniche soluzioni ottiche a consentire la messa a fuoco di diversi piani focali contemporaneamente. La corretta gestione della presbiopia in soggetti che lavorano tutto il giorno al computer si completa, poi, posizionando il monitor a non meno di 1 metro dal viso, eseguendo pause di almeno 10 minuti ogni 2 ore che devono essere aumentate a 10 minuti ogni ora in caso di comparsa di segni di affaticamento.

In realtà la presbiopia non è una malattia, quanto una condizione normale e ineluttabile. Ne consegue che trascurarla non causa reali danni oculari ma impatta negativamente sulla qualità della vita in generale. Il soggetto che non corregge la presbiopia non riuscirà a leggere, presenterà frequenti cefalee conseguenti allo sforzo accomodativo sempre più insufficiente e lavorerà male al computer per deficit di messa a fuoco.

Il controllo oculistico deve essere una pratica costante nel corso della vita per poter intervenire sui difetti collegati alla nascita o allo sviluppo che, solo in questo modo, possono essere prontamente corretti. La Società Oftalmologica Italiana con la collaborazione della Fondazione Insieme per la Vista, ha redatto il calendario delle visite oculistiche specialistiche necessarie per la salvaguardia della vista:

  • Alla nascita;
  • Entro i 3 anni d’età;
  • Il primo anno di scuola;
  • A 12 anni;
  • A 40 anni, con cadenza biennale fino a 60 anni e una volta all’anno dopo i 60.

Inoltre, chi si è sottoposto ad interventi chirurgici agli occhi deve eseguire un controllo oculistico specialistico una volta l’anno. Una visita oculistica dedicata andrebbe fatta entro il terzo anno di età anche senza sintomi evidenti per prevenire l’ambliopia, condizione clinica caratterizzata dal mancato sviluppo delle strutture cerebrali deputate alla visione. Se entro questa età avviene la correzione di eventuali difetti visivi, la vista si svilupperà regolarmente, scongiurando quello che viene definito l’occhio pigro.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una straordinaria evoluzione di tutta l’oculistica a livello tecnico, tecnologico, diagnostico e terapeutico, chirurgico e non”, dichiara il dott. Matteo Piovella, presidente di SOI. “Anche i vantaggi oggi ottenuti dalla chirurgia della cataratta si sono moltiplicati per tre.”