Polmonite nel bresciano: “Perché il batterio si ricerca nell’acqua?”

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Allarme polmonite nel bresciano tanto che anche l’Istituto Superiore di Sanità – ha fatto sapere in una nota l’assessore al welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera – è coinvolto nel percorso di valutazione del caso. Delle 121 persone che si sono presentate ai pronto soccorso per polmonite, 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, mentre 12 sono residenti o domiciliati nel mantovano. Sul totale degli accessi ai pronto soccorso dal 2 settembre ad ora, sono 107 le persone ancora ricoverate. In particolare, i casi di polmonite sono stati segnalati dagli ospedali di Montichiari, Manerbio, Desenzano e Gavardo, oltre che da alcuni pronto soccorso mantovani; passati dai 71 di venerdì sera ai 121 attuali, l’Ats di Brescia ha messo in atto tutte le procedure del caso per mappare la diffusione territoriale del fenomeno, individuare la più presto l’agente patogeno responsabile dell’epidemia e tutelare la salute della popolazione residente nei Comuni della Bassa bresciana maggiormente interessati: Montichiari, Calcinato, Carpenedolo, Visano, Acquafredda, Remedello, Ghedi, Isorella e Montirone.

Nelle scorse ore il direttore generale dell’Ats, Carmelo Scarcella, ha convocato un tavolo tecnico con i gestori delle reti idriche del territorio della bassa bresciana orientale per individuare le fonti di approvvigionamento dei diversi Comuni e conoscere lo stato degli acquedotti e a seguire ha incontrato i sindaci a cui ha fornito un decalogo di buone norme di comportamento da diffondere ai cittadini per metterli al riparo da ulteriori rischi.

Il personale di vigilanza del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e del Laboratorio di Sanità Pubblica di Ats Brescia è impegnato nel frattempo nella verifica della rete idrica dei comuni interessati; in particolare i tecnici dell’Igiene stanno realizzando campionamenti delle acque potabili mentre il laboratorio ha in corso analisi specifiche i cui esiti saranno disponibili però nei prossimi giorni.

Ma una domanda sorge spontanea: perché si ricerca la causa delle polmonite nell’acqua, perché si controllano gli acquedotti? La polmonite è causata da batteri, virus o funghi che si trasmettono per via aerea. L’acqua può rappresentare il veicolo del batterio che, in casi rari, si diffonde per la nebulizzazione della stessa. Tuttavia, in soli 6 casi è stato individuato il batterio della legionella, in grado di propagarsi proprio con questo meccanismo, specialmente attraverso i condizionatori d’aria; per gli altri casi, l’origine sarebbe quindi da ricercarsi altrove.