Poco sale nella dieta è dannoso come assumerne troppo

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Anche in medicina le certezze a volte crollano o vengono messe in dubbio. E il tutto disorienta i medici ma soprattutto i pazienti. È il caso del sale: per anni ci hanno detto che una dieta ricca di sale è pericolosa per la salute, in quanto associata a un aumento del rischio di subire un infarto o un ictus; ora arriva il contrordine, o per lo meno il dubbio: “Poco sale nella dieta è dannoso come assumerne troppo”. È quanto si sostiene in uno studio condotto dai ricercatori della McMaster University e dell’Hamilton Health Sciences. L’analisi ha riguardato oltre 130mila persone, appartenenti a 49 differenti Paesi. L’attenzione dei ricercatori si è concentrata nel rapporto tra consumo di sale e ictus, patologie cardiache e mortalità, sia per quanto riguarda i soggetti ipertesi sia per coloro che non presentavano tale disturbo circolatorio. In particolare sono stati valutati i rischi di una scarsa assunzione di sale che, secondo lo studio, riguarderebbero i soggetti affetti da ipertensione. In pratica Il gruppo di ricercatori, coordinati dal dott. Andrew Mente, docente di Epidemiologia Clinica e Biostatistiche presso la McMaster’s Michael G. DeGroote School of Medicine, sostengono che se da un lato i dati supportano l’importanza di ridurre livelli troppo elevati di sale nella dieta di persone ipertese, dall’altro non supportano altresì la necessità di ridurre l’assunzione di sale fino a livelli bassi. Dall’analisi dei dati risulterebbe infatti che bassi livelli di assunzione di sodio riducano in misura modesta la pressione sanguigna, se comparati a un consumo medio, mentre assumere poco sodio avrebbe anche altri effetti, incluso l’incremento dannoso di alcuni ormoni da cui non si trarrebbe nessun beneficio. Lo studio è stato pubblicato su Lancet.