Pizza, quando fare attenzione e non esagerare

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La pizza, per i suoi ingredienti come grano, olio d’oliva, mozzarella e pomodoro, rientra tra gli alimenti preferiti di una corretta alimentazione mediterranea. Vietarla, quindi, non serve. Bisogna però saperla inserire nell’alimentazione della settimana. A tal proposito, ecco i consigli degli esperti del Bambino Gesù di Roma.

Prima di ogni altra cosa, bisogna capire che la pizza non è uno spuntino ma un vero e proprio piatto unico. Per esempio la pizza margherita, che prevede l’aggiunta della mozzarella di bufala o mozzarella normale, apporta 271 Kcal ogni 100g, con una quota di proteine e lipidi di poco inferiore ai 6g. La classica pizza tonda mangiata in pizzeria, che pesa intorno ai 200g, apporta tra le 400-500 Kcal (ad eccezione del tipo marinara assai meno calorico, in alcuni casi anche <200 Kcal). Quindi, una pizza tonda 1 o 2 volte a settimana può costituire un buona cena, che mette d’accordo tutta la famiglia e permette anche una vita sociale con gli amici (aspetto importante soprattutto se si tratta di un adolescente che combatte con la bilancia). Se poi si aggiunge un buon piatto di verdure e si termina con frutta, bevendo acqua, non bisogna farsi prendere dai sensi di colpa. Anche la pizzetta rossa a scuola è un classico, a volte irrinunciabile, ma occorre non esagerare; un piccolo pezzo di pizza del fornaio, massimo 50g.

Particolare attenzione per i soggetti diabetici. La pizza è un piatto ricco di carboidrati e non è certo un alimento da mangiare tutti i giorni. Fa parte della tradizione culinaria italiana e anche i diabetici possono mangiarla, basta non esagerare. Chi soffre di diabete, infatti, può mangiare la pizza una volta alla settimana, con un piccolo accorgimento: va scelta la porzione mignon (o mezza pizza), possibilmente con le verdure o i funghi. Da evitare condimenti come salsiccia, würstel, patatine e salame piccante. Ottimo, se piace, l’impasto integrale.