Pertosse, come riconoscerla

248

Per la pertosse, a differenza delle altre malattie infantili, l’immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma declina col tempo. La pertosse può colpire anche i neonati di madre immune, in quanto gli anticorpi materni, che costituiscono la loro prima difesa contro le infezioni neonatali, non sono in grado di proteggerli contro questa infezione. In ogni caso, la Pertosse è una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis (Bp). Colpisce prevalentemente bambini al di sotto dei 5 anni e il 38% dei casi riguarda i lattanti con meno di 6 mesi. Il contagio avviene per via aerea, attraverso goccioline di saliva diffuse nell’aria quando il malato tossisce; il periodo di incubazione è di circa 10 giorni. Il batterio Bordetella pertussis causa infezioni alle vie respiratorie che possono essere inizialmente sottovalutate ma potenzialmente molto gravi, specie quando il paziente è un neonato.

La pertosse si caratterizza da una tosse persistente (per più di tre settimane). L’esordio della malattia si manifesta con una tosse lieve, accompagnata da qualche linea di febbre e copiose secrezioni nasali: è la fase catarrale, che dura da una a due settimane; progressivamente la tosse diventa parossistica e si associa a difficoltà respiratorie. Questa fase, in cui si possono verificare anche casi di apnea, cianosi e vomito, può durare, in assenza di trattamento, anche più di 2 mesi.

La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici, tra cui spesso l’eritromicina. Se l’antibiotico viene preso prima della fase parossistica, abbrevia il tempo di contagiosità e la durata della malattia, ma i sintomi non sempre si riducono, rendendo necessaria la prescrizione di antitussivi, sedativi, antispasmodici. Nei bambini piccoli, le complicazioni più gravi sono costituite da eventuali coinfezioni batteriche, che possono portare a otiti, polmoniti, bronchiti o addirittura affezioni neurologiche (crisi convulsive, encefaliti). La complicanza più grave riguarda i danni a carico del sistema nervoso centrale, l’encefalopatia, che si verifica in 1-2 bambini su 1000 e può determinare paralisi, ritardo mentale ed altri disturbi neurologici. Altre complicanze meno frequenti sono l’enfisema, le convulsioni, l’ernia ombelicale e il prolasso rettale e gli svenimenti. I colpi di tosse possono anche provocare delle emorragie sottocongiuntivali e nel naso. In media, il 20% dei casi di pertosse richiede il ricovero. Nel neonato e nei bambini al di sotto di 1 anno, la pertosse può essere molto grave, addirittura mortale. La Pertosse è un’importante causa di morte infantile in tutto il mondo e continua a essere al centro dell’attenzione dei programmi di Salute Pubblica anche nei Paesi con un’alta copertura vaccinale.