Patologie croniche: in Italia ne soffre 1 paziente su 3

302

Il miglioramento delle cure e l’enorme disponibilità di farmaci combinati con il progressivo invecchiamento della popolazione sta cambiando lo scenario della salute mondiale. L’esplosione delle malattie croniche, per le quali oggi si spende circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale, ha portato alla ribalta una tipologia di malato del tutto inedita: il paziente complesso, nel quale coesistono diverse patologie. La crescente prevalenza di pazienti cronici con multipatologia che nel nostro Paese riguarda 1/3 della popolazione adulta e più di 2/3 della popolazione anziana, pone al Sistema Salute molteplici sfide. In primis, quella di mettere in campo una nuova figura sanitaria, il medico esperto in medicina della complessità. È stato questo il tema dell’incontro “Il Paziente Complesso, un Nuovo Protagonista sullo Scenario della Salute: Medici Competenti e Certificati per Vincere la Sfida”, svoltosi a Roma nei giorni scorsi.

La prevalenza delle malattie croniche aumenta linearmente con l’età, passando da un 10% nella fascia d’età 0-19 anni al 78% nelle persone anziane. Il 10% della popolazione italiana sopra i 65 anni ha più di tre condizioni morbose croniche. Il profilo del nuovo malato complesso è quello di un individuo sopra i 65 anni, che assume contemporaneamente più di 5 farmaci, afflitto da disabilità ma con un’aspettativa media di vita più lunga che in passato. Serve un approccio mirato alla nuova medicina della complessità e una gestione coordinata del paziente “multimorbido” attraverso percorsi diagnostico-terapeutici riabilitativi individualizzati. Le malattie croniche, in particolare quelle cardio-vascolari (48%) e i tumori (28%), oltre a minare la sostenibilità dei Sistemi Sanitari sono responsabili del 92% di tutte le morti nel nostro Paese. Il medico esperto della cronicità è capace di distinguere in un paziente complesso le condizioni morbose più importanti, come una dislipidemia grave, da quelle meno importanti e di attuare strategie terapeutiche personalizzate e preventive. Non esistono linee guida per il paziente con multipatologia ma tante linee guida per singola malattia, perché ancora oggi l’Università insegna ai futuri medici soltanto le singole branche della medicina, con il risultato di un “sapere” frammentato.