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Genova Anno XI - n. 54 - 09.05.2013 Pagine Nazionali

aggiornamenti
del 15/05/2013

Tumore al polmone: una buona notizia per i pazienti

Tumore al polmone: una buona notizia per i pazienti«Grazie all’impegno dell’Associazione Italiana Oncologia Toracica oggi i malati di tumore al polmone possono contare su un’arma terapeutica in più. L’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA), ha deciso di accogliere la domanda dell’AIOT e ha inserito il crizotinib nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule pretrattato e con traslocazione del gene ALK. Questo significa che in attesa del completamento di tutto l’iter burocratico per l’inserimento del farmaco nella pratica clinica, non è più necessario ricorrere all’uso compassionevole ma tutti i pazienti possono accedere a questa terapia che si è dimostrata di grande efficacia» non nasconde la soddisfazione per questo obiettivo raggiunto Cesare Gridelli, presidente dell’AIOT e Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia A.O.R.N “S.G.Moscati Avellino”. «I pazienti con questo tipo di tumore non potevano aspettare un giorno di più, perché questa malattia non concede loro il tempo di aspettare che tutto l’iter burocratico-amministrativo della registrazione di un farmaco in Italia compia il suo percorso. I dati hanno dimostrato che questo farmaco è così efficace in determinati pazienti che l’AIFA ha deciso di inserirlo in un elenco speciale mettendo così gli oncologi in grado di somministrarlo ancor prima che l’iter di registrazione sia completato. Ha accolto una richiesta fatta dall’AIOT a fronte di tutta una serie di studi clinici che dimostravano l’efficacia della terapia e l’importanza di compiere questo passo. Il crizotinib ha dimostrato un effetto importante con una buona percentuale di regressione dando una risposta molto positiva in circa 60% dei casi in pazienti già pesantemente pretrattati con varie linee chemioterapiche. Oggi è, quindi, un farmaco di seconda linea che ha dimostrato di aumentare sensibilmente la speranza di vita di questi pazienti. Una speranza di vita con un sopravvivenza che può raddoppiare rispetto alla chemioterapia tradizionale. E questo dovrebbe far capire il perché l’AIOT ha sentito l’urgenza di richiedere all’AIFA l’inserimento del farmaco nella lista dei farmaci erogabili in 648. Sopravvivenza prolungata ma anche migliore qualità di vita perché rispetto alla chemioterapia, questo farmaco ha meno effetti collaterali e il paziente può assumerlo a casa per via orale. Il domani, non lontano, di questa terapia sarà quello di venire adottato già in prima linea e senza dover attendere, quindi, il fallimento della chemioterapia».

«Tumore al polmone, la terapia personalizzata è una realtà. Una grande opportunità per il paziente ma anche un impegno e un dovere per il clinico che, in fase di diagnosi, non può più non tener conto dell’importanza dell’esame del tessuto. Se questo tipo di analisi fino a ieri era un passaggio che sarebbe stato meglio fare, oggi è un atto doveroso nei confronti del paziente se si vuole garantire la migliore terapia possibile. Per combattere l’adenocarcinoma polmonare con le migliori armi farmacologiche a disposizione dobbiamo partire dalla diagnosi molecolare per poter somministrare farmaci ‘a bersaglio’. La battaglia vinta dall’AIOT e l’inclusione del crizotinib tra i farmaci erogabili e rimborsabili da parte dell’AIFA rendono questo atto diagnostico veramente doveroso, sul piano scientifico ed etico. Sapere se un paziente con adenocarcinoma polmonare ha la mutazione EGFR (per la quale c’era già un farmaco a disposizione) o la mutazione di ALK significa far percorrere a quel paziente una strada piuttosto che un’altra, significa offrirgli un’opportunità terapeutica importante ed efficace lì dove la chemioterapia in prima linea è molto meno efficace, significa offrirgli tempo e qualità di vita. Doveroso assicurare a tutti i pazienti questo ma doveroso anche chiedersi se il nostro Servizio Sanitario Nazionale è in grado di raccogliere questa nuova sfida diagnostica, se i tecnici saranno messi nelle condizioni di potere richiedere il test su larga scala. E’ una sfida scientifica ma anche di economia sanitaria che i pazienti ci chiedono non solo di raccogliere ma soprattutto di vincere». E’ tanto entusiasta della decisione dell’AIFA quanto preoccupato per la nuova sfida che si apre verso il nuovo approccio diagnostico, Filippo de Marinis, Direttore della I Unità Operativa di Pneumologia Oncologica dell’Ospedale San Camillo di Roma e Past President dell’Associazione Italiana Oncologia Toracica (AIOT)

«Con questa decisione dell’AIFA, l’Italia ha compiuto un passo in avanti importante nel trattamento del tumore del polmone portando i pazienti del nostro Paese al pari di quelli di Francia e Germania - dice Fortunato Ciardiello, professore Ordinario di Oncologia Medica e Direttore del Dipartimento Medico Chirurgico Internistico Clinico e Sperimentale della Seconda Università degli Studi di Napoli e segretario dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica - La traslocazione di ALK, invece, interessa circa il 5-7 per cento dei pazienti con adenocarcinoma polmonare, soprattutto non fumatori, quindi stiamo parlando di circa 1000-2000 pazienti candidabili all’utilizzo di questo farmaco, piccoli numeri in termini di costi, di Servizio Sanitario Nazionale, di farmacoeconomia ma un’enormità in termini umani».
 

Fonte foto: http://www.agenziastampaitalia.it