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Stefania Bortolotti |
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Si inaugura il primo di un ciclo di incontri che vedranno in primo piano
le eccellenze del mondo farmaceutico, del medical device e del biotech
in Italia. Protagonista Teva, tra le prime aziende farmaceutiche a
livello mondiale, che da genericista si sta evolvendo nell’area dei
prodotti di ricerca e a marchio.
Per far emergere i punti di forza di un comparto che rappresenta oggi un
asset competitivo per lo sviluppo economico del Paese, HPS-Health
Publishing and Services (ex AboutPharma), società italiana editrice del
magazine AboutPharma and Medical Devices ha organizzato “Meet the
Company”, un ciclo di incontri che pone in primo piano i protagonisti
del mondo farmaceutico, del medical device e del biothec, che operano in
Italia.
Il primo appuntamento è interamente dedicato a Teva, tra le prime
aziende farmaceutiche mondiali nel settore dei farmaci equivalenti che,
attraverso acquisizioni mirate, ha rafforzato sempre più la propria
presenza nell’area dei prodotti di ricerca e brand, puntando
sull’innovazione.
Teva è un esempio di azienda impegnata nel favorire l'accesso quanto più
ampio possibile a una valida assistenza sanitaria, grazie allo sviluppo,
alla produzione e alla commercializzazione di farmaci equivalenti con
elevati standard qualitativi, di sicurezza e di efficacia clinica.
Inoltre il suo modello di business è in grado di liberare risorse da
dedicare alla ricerca e all’innovazione: il risparmio generato può
essere infatti indirizzato alle attività di ricerca medico-scientifica,
per la messa a punto di nuove molecole, fondamentali per lo sviluppo
della sanità e la cura delle malattie. La ricerca sostiene fin dagli
esordi l’impegno di Teva per arrivare a soluzioni terapeutiche per gravi
patologie nell’ambio delle neuroscienze, dell’oncologia e delle terapie
del dolore.
E proprio all’innovazione nella sanità italiana è dedicata la tavola
rotonda di apertura dell’evento, che vede confrontarsi allo stesso
tavolo i rappresentanti delle grandi associazioni dell’industria del
farmaco. Il tema dell’innovazione viene declinato in tutti gli aspetti
rilevanti per i cittadini e per gli operatori, spaziando dalla ricerca
clinica più avanzata agli ambiti dove l’innovazione si concretizza non
solo in nuove tecnologie, ma anche nella ricerca delle più recenti
modalità di organizzazione dei servizi che abbiano effetti sulla qualità
dell’assistenza.
A questo significativo avanzamento della capacità di fare ricerca deve
corrispondere un altrettanto importante rafforzamento della capacità di
indirizzare positivamente le iniziative progettuali affinché la loro
conduzione sia orientata a soddisfare le esigenze di sviluppo delle
singole aziende e del Sistema Sanitario Nazionale nel suo insieme.
“La diffusione dei farmaci equivalenti” ha dichiarato Giorgio
Foresti, presidente di Assogenerici, “rappresenta oggi lo
strumento fondamentale per la razionalizzazione della spesa farmaceutica
pubblica e privata italiana, tutto a vantaggio dell’innovazione. È
soltanto grazie al costo ridotto e alla sicurezza d'impiego, garantita
da medicinali di consolidata presenza sul mercato, che si può finanziare
l’accesso alle nuove terapie sempre più costose. Purtroppo i dati non
sono positivi. In un momento di crisi in cui ci si aspetterebbe un
aumento dei prodotti a basso costo, tra cui i generici, i dati sono in
controtendenza e mostrano che la crescita si è fermata tra il 5 e il
7%”.
Per il presidente di Assobiotec, Alessandro Sidoli, in Italia
manca la volontà di investire in ricerca e in innovazione e in questo
quadro, la crisi, che impone misure di contenimento, gioca solo un ruolo
marginale. “Il settore biotecnologico può essere un volano per la
crescita del Paese, nonostante le difficoltà”.
“In un momento così difficile per la nostra economia, è importante
puntare su innovazione e produzione biotech per offrire cure migliori ai
pazienti e contribuire alla crescita” ha spiegato Massimo
Scaccabaraozzi, presidente di Farmindustria. “Occorre eliminare
le disparità di accesso all’innovazione già a livello regionale e
minimizzare i tempi di introduzione dei medicinali. Queste condizioni e
un quadro stabile di regole sono fondamentali per confermare i molti
investimenti del settore in Italia e per attrarne di nuovi”.
La seconda parte della giornata ha puntato più in particolare sul “caso
Teva” e sull’innovazione in due ambiti terapeutici in cui la
multinazionale ha investito importanti risorse: le terapie per la
sclerosi multipla recidivante-remittente e le cure per la salute della
donna.
“Per Teva innovazione significa innanzitutto attenzione al paziente,
che si traduce da un lato nella continua ricerca di nuovi farmaci sempre
più efficaci e sicuri, come dimostrato dagli studi che stiamo portando
avanti, dall’altro nel venire incontro alle esigenze dei pazienti. I
risultati dello studio GALA per la valutazione di un nuovo dosaggio di
glatiramer acetato (il farmaco più utilizzato al mondo per la cura della
SM) sono infatti non solo in grado di ridurre in modo significativo la
malattia ma anche di ridurre la frequenza di somministrazione garantendo
sempre sicurezza e tollerabilità per il paziente” ha precisato
Marco Castino, B.U. Innovative DirectorTeva Italia.
“Il futuro e la vera innovazione nella lotta alla sclerosi multipla
passa anche attraverso la farmaco genomica” ha aggiunto il
professor Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento Neurologico e
dell’Istituto di Neurologia Sperimentale presso l’Università Vita-Salute
San Raffaele di Milano.
“L’obiettivo è di arrivare a cure su misura del singolo paziente ed è
per questo che è in corso un importante studio, cui partecipa anche
l’Italia, per mettere a punto un test genetico che indirizzi il medico
nella scelta della terapia più adatta al singolo malato. La chiave di
volta consisterà nel risalire al pool di geni che dicano per ogni
paziente come risponderà a un certo farmaco consentendo, quindi, per
ogni singolo malato di scegliere, sulla base di test genetici, il
farmaco più adatto.Insomma per il trattamento di questa patologia
invalidante si stanno prospettando alcune novità terapeutiche
importanti. Anche la molecola sviluppata da Teva, giunta in fase 3 di
studio registrativo, ha mostrato importanti effetti sulla riduzione
della progressione della disabilità derivante dalla malattia. Il
Dipartimento Neurologico e l’Istituto di Neurologia Sperimentale
dell’Università Vita-Salute San Raffaele si sono occupati del
coordinamento dei 129 centri che hanno partecipato allo studio ALLEGRO,
recentemente pubblicato dal New England Journal of Medicine, per la
valutazione dell’efficacia di questa molecola e l’analisi dei dati. Ciò
conferma la capacità della ricerca italiana di imporsi a livello
internazionale, attirando investimenti da parte di aziende farmaceutiche
mondiali”.
L’impegno di Teva è rivolto anche alla salute della donna in tutte le
fasi della sua vita e che l’ha portata a ricercare e a sviluppare
prodotti come gli integratori alimentari utilizzati in menopausa,
farmaci specifici per il trattamento della sindrome premestruale, fino
alle pillole anticoncezionali.
“La vera sfida per un’azienda come Teva non è solo sviluppare
prodotti terapeutici altamente innovativi ma renderli accessibili a
tutte le pazienti come già succede nel resto d’Europa” ha commentato
Carlo Capo, B.U. Branded Director Teva Italia.
“Negli ultimi anni grazie alla ricerca farmacologica si sono
registrati notevoli passi avanti nella formulazione delle pillole
anticoncezionali, con una progressiva riduzione dei dosaggi di estrogeni
fino ad arrivare a quelli naturali, che l’organismo riconosce come
propri. La ricerca ha portato a una nuova pillola anticoncezionale
innovativa con estradiolo, cioè l’estrogeno naturale prodotto dalla
donna durante la vita fertile. Un contraccettivo con caratteristiche
capaci di incontrare le principali attese delle donne da sempre attente
a usare prodotti più vicini alla fisiologia naturale” ha spiegato
Angelo Cagnacci, professore associato di Ostetrica e Ginecologia
dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Un terzo momento dell’evento
si è focalizzato sull’innovazione secondo Teva, con un’intervista a
tutto tondo a Giorgio Foresti, quale AD di Teva Italia, da parte di
esponenti di spicco del mondo giornalistico italiano ed estero e con la
partecipazione attiva del pubblico in sala.
“In questi anni, come Teva, abbiamo realizzato esperienze positive e
possiamo confermare la scelta strategica di investire nella ricerca come
volano di quello sviluppo di cui i servizi hanno bisogno per mantenere e
migliorare la qualità dell’assistenza, rafforzando la capacità di
orientarla verso tematiche rilevanti per i pazienti e gli operatori”
ha commentato Giorgio Foresti.
E per passare dalla teoria alla pratica è stata organizzata una visita
allo stabilimento produttivo Sicor Italy a Santhià, nel Vercellese. Tra
i 6 siti di produzione in Italia di Teva, si tratta di uno dei
principali per produzione di principi attivi per la farmaceutica e uno
dei maggiori al mondo per la produzione di steroidi. Qui vengono anche
sintetizzati principi attivi antitumorali e “High Potent”. Il percorso è
stato diviso in tre “aree”: produzione, ricerca e sviluppo e controllo e
qualità per permettere di comprendere in maniera più approfondita e
chiara l’iter di un farmaco, dalla nascita alla commercializzazione,
passando attraverso attenti monitoraggi sulla qualità e la sicurezza.
Stefania Bortolotti