Genova Anno IX - n°50 - 11.05.2012 Pagine Nazionali

del 03/07/2012

Teva: oltre il generico, l'innovazione


Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it   

Stefania Bortolotti

Si inaugura il primo di un ciclo di incontri che vedranno in primo piano le eccellenze del mondo farmaceutico, del medical device e del biotech in Italia. Protagonista Teva, tra le prime aziende farmaceutiche a livello mondiale, che da genericista si sta evolvendo nell’area dei prodotti di ricerca e a marchio.

Per far emergere i punti di forza di un comparto che rappresenta oggi un asset competitivo per lo sviluppo economico del Paese, HPS-Health Publishing and Services (ex AboutPharma), società italiana editrice del magazine AboutPharma and Medical Devices ha organizzato “Meet the Company”, un ciclo di incontri che pone in primo piano i protagonisti del mondo farmaceutico, del medical device e del biothec, che operano in Italia.

Il primo appuntamento è interamente dedicato a Teva, tra le prime aziende farmaceutiche mondiali nel settore dei farmaci equivalenti che, attraverso acquisizioni mirate, ha rafforzato sempre più la propria presenza nell’area dei prodotti di ricerca e brand, puntando sull’innovazione.

Teva è un esempio di azienda impegnata nel favorire l'accesso quanto più ampio possibile a una valida assistenza sanitaria, grazie allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di farmaci equivalenti con elevati standard qualitativi, di sicurezza e di efficacia clinica. Inoltre il suo modello di business è in grado di liberare risorse da dedicare alla ricerca e all’innovazione: il risparmio generato può essere infatti indirizzato alle attività di ricerca medico-scientifica, per la messa a punto di nuove molecole, fondamentali per lo sviluppo della sanità e la cura delle malattie. La ricerca sostiene fin dagli esordi l’impegno di Teva per arrivare a soluzioni terapeutiche per gravi patologie nell’ambio delle neuroscienze, dell’oncologia e delle terapie del dolore.

E proprio all’innovazione nella sanità italiana è dedicata la tavola rotonda di apertura dell’evento, che vede confrontarsi allo stesso tavolo i rappresentanti delle grandi associazioni dell’industria del farmaco. Il tema dell’innovazione viene declinato in tutti gli aspetti rilevanti per i cittadini e per gli operatori, spaziando dalla ricerca clinica più avanzata agli ambiti dove l’innovazione si concretizza non solo in nuove tecnologie, ma anche nella ricerca delle più recenti modalità di organizzazione dei servizi che abbiano effetti sulla qualità dell’assistenza.

A questo significativo avanzamento della capacità di fare ricerca deve corrispondere un altrettanto importante rafforzamento della capacità di indirizzare positivamente le iniziative progettuali affinché la loro conduzione sia orientata a soddisfare le esigenze di sviluppo delle singole aziende e del Sistema Sanitario Nazionale nel suo insieme.

“La diffusione dei farmaci equivalenti” ha dichiarato Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici, “rappresenta oggi lo strumento fondamentale per la razionalizzazione della spesa farmaceutica pubblica e privata italiana, tutto a vantaggio dell’innovazione. È soltanto grazie al costo ridotto e alla sicurezza d'impiego, garantita da medicinali di consolidata presenza sul mercato, che si può finanziare l’accesso alle nuove terapie sempre più costose. Purtroppo i dati non sono positivi. In un momento di crisi in cui ci si aspetterebbe un aumento dei prodotti a basso costo, tra cui i generici, i dati sono in controtendenza e mostrano che la crescita si è fermata tra il 5 e il 7%”.

Per il presidente di Assobiotec, Alessandro Sidoli, in Italia manca la volontà di investire in ricerca e in innovazione e in questo quadro, la crisi, che impone misure di contenimento, gioca solo un ruolo marginale. “Il settore biotecnologico può essere un volano per la crescita del Paese, nonostante le difficoltà”.

“In un momento così difficile per la nostra economia, è importante puntare su innovazione e produzione biotech per offrire cure migliori ai pazienti e contribuire alla crescita” ha spiegato Massimo Scaccabaraozzi, presidente di Farmindustria. “Occorre eliminare le disparità di accesso all’innovazione già a livello regionale e minimizzare i tempi di introduzione dei medicinali. Queste condizioni e un quadro stabile di regole sono fondamentali per confermare i molti investimenti del settore in Italia e per attrarne di nuovi”.

La seconda parte della giornata ha puntato più in particolare sul “caso Teva” e sull’innovazione in due ambiti terapeutici in cui la multinazionale ha investito importanti risorse: le terapie per la sclerosi multipla recidivante-remittente e le cure per la salute della donna.

“Per Teva innovazione significa innanzitutto attenzione al paziente, che si traduce da un lato nella continua ricerca di nuovi farmaci sempre più efficaci e sicuri, come dimostrato dagli studi che stiamo portando avanti, dall’altro nel venire incontro alle esigenze dei pazienti. I risultati dello studio GALA per la valutazione di un nuovo dosaggio di glatiramer acetato (il farmaco più utilizzato al mondo per la cura della SM) sono infatti non solo in grado di ridurre in modo significativo la malattia ma anche di ridurre la frequenza di somministrazione garantendo sempre sicurezza e tollerabilità per il paziente” ha precisato Marco Castino, B.U. Innovative DirectorTeva Italia.

“Il futuro e la vera innovazione nella lotta alla sclerosi multipla passa anche attraverso la farmaco genomica” ha aggiunto il professor Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento Neurologico e dell’Istituto di Neurologia Sperimentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

“L’obiettivo è di arrivare a cure su misura del singolo paziente ed è per questo che è in corso un importante studio, cui partecipa anche l’Italia, per mettere a punto un test genetico che indirizzi il medico nella scelta della terapia più adatta al singolo malato. La chiave di volta consisterà nel risalire al pool di geni che dicano per ogni paziente come risponderà a un certo farmaco consentendo, quindi, per ogni singolo malato di scegliere, sulla base di test genetici, il farmaco più adatto.Insomma per il trattamento di questa patologia invalidante si stanno prospettando alcune novità terapeutiche importanti. Anche la molecola sviluppata da Teva, giunta in fase 3 di studio registrativo, ha mostrato importanti effetti sulla riduzione della progressione della disabilità derivante dalla malattia. Il Dipartimento Neurologico e l’Istituto di Neurologia Sperimentale dell’Università Vita-Salute San Raffaele si sono occupati del coordinamento dei 129 centri che hanno partecipato allo studio ALLEGRO, recentemente pubblicato dal New England Journal of Medicine, per la valutazione dell’efficacia di questa molecola e l’analisi dei dati. Ciò conferma la capacità della ricerca italiana di imporsi a livello internazionale, attirando investimenti da parte di aziende farmaceutiche mondiali”.

L’impegno di Teva è rivolto anche alla salute della donna in tutte le fasi della sua vita e che l’ha portata a ricercare e a sviluppare prodotti come gli integratori alimentari utilizzati in menopausa, farmaci specifici per il trattamento della sindrome premestruale, fino alle pillole anticoncezionali.

“La vera sfida per un’azienda come Teva non è solo sviluppare prodotti terapeutici altamente innovativi ma renderli accessibili a tutte le pazienti come già succede nel resto d’Europa” ha commentato Carlo Capo, B.U. Branded Director Teva Italia.

“Negli ultimi anni grazie alla ricerca farmacologica si sono registrati notevoli passi avanti nella formulazione delle pillole anticoncezionali, con una progressiva riduzione dei dosaggi di estrogeni fino ad arrivare a quelli naturali, che l’organismo riconosce come propri. La ricerca ha portato a una nuova pillola anticoncezionale innovativa con estradiolo, cioè l’estrogeno naturale prodotto dalla donna durante la vita fertile. Un contraccettivo con caratteristiche capaci di incontrare le principali attese delle donne da sempre attente a usare prodotti più vicini alla fisiologia naturale” ha spiegato Angelo Cagnacci, professore associato di Ostetrica e Ginecologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Un terzo momento dell’evento si è focalizzato sull’innovazione secondo Teva, con un’intervista a tutto tondo a Giorgio Foresti, quale AD di Teva Italia, da parte di esponenti di spicco del mondo giornalistico italiano ed estero e con la partecipazione attiva del pubblico in sala.

“In questi anni, come Teva, abbiamo realizzato esperienze positive e possiamo confermare la scelta strategica di investire nella ricerca come volano di quello sviluppo di cui i servizi hanno bisogno per mantenere e migliorare la qualità dell’assistenza, rafforzando la capacità di orientarla verso tematiche rilevanti per i pazienti e gli operatori” ha commentato Giorgio Foresti.

E per passare dalla teoria alla pratica è stata organizzata una visita allo stabilimento produttivo Sicor Italy a Santhià, nel Vercellese. Tra i 6 siti di produzione in Italia di Teva, si tratta di uno dei principali per produzione di principi attivi per la farmaceutica e uno dei maggiori al mondo per la produzione di steroidi. Qui vengono anche sintetizzati principi attivi antitumorali e “High Potent”. Il percorso è stato diviso in tre “aree”: produzione, ricerca e sviluppo e controllo e qualità per permettere di comprendere in maniera più approfondita e chiara l’iter di un farmaco, dalla nascita alla commercializzazione, passando attraverso attenti monitoraggi sulla qualità e la sicurezza.
 

Stefania Bortolotti

 

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati