|
Utility per
Interner Explorer:
Genova Anno XI - n°50 - 11.05.2012 Pagine Nazionali Il test precoce per la diagnosi neonatale del difetto di adenosina deaminasi si conferma il più efficace clicMedicina - redazione@clicmedicina.it E’ veloce, poco costoso e
si è rivelato il più efficace al mondo. Parliamo del test precoce che
permette, a sole 48 ore di vita, di diagnosticare il difetto di
adenosina-deaminasi (ADA), una delle più gravi immunodeficienze
congenite. Il test, sviluppato da tre ricercatori dell’Azienda
Ospedaliero Universitaria Meyer e dell’Università di Firenze, si è
rilevato nel tempo unico nello scenario internazionale per l’elevata
precisione di diagnosi. Il test, già diventato brevetto registrato in
tutti i Paesi del Mondo, sta rivoluzionando a tal punto la diagnostica
da essersi guadagnato diverse pubblicazioni su una delle più prestigiose
riviste di Immunologia internazionali, il Journal of Allergy and
Clinical Immunology a firma di Chiara Azzari, Giancarlo la
Marca e Massimo Resti. Venerdì 11 maggio se ne parlerà
nel corso del Congresso della SIP (Società Italiana di Pediatrica) in
corso a Roma.
L’applicazione del test
ha svelato come questa rara immunodeficienza tanto rara non sia. Fino ad
oggi l’incidenza dell’immunodeficienza da difetto di ADA si stimava
fosse intorno a 1:500.000 nati. L’alta sensibilità del test ha fatto sì
che anche questo valore sia probabilmente da rivedere. Fino ad oggi, in
Toscana, in un arco di tempo in cui sono nati 200.000 neonati, sono
stati infatti diagnosticati 4 casi, cioè 1:50.000, un’incidenza
apparentemente 10 volte più elevata di quanto prima considerato. Il
costo per effettuare il test per tutti i nuovi nati in Toscana in un
anno è di poche centinaia di euro, meno di quanto costi una singola
giornata di ricovero in occasione della prima infezione. “Il basso costo e la
possibilità di utilizzare gli stessi operatori e le stesse macchine già
routinariamente utilizzate per lo screening” spiega il dr. Resti,
“rende la metodica fattibile da domani, in molti paesi del mondo,
permettendo a bambini con questa grave patologia di tornare a vivere una
vita normale ”. “Il test che abbiamo
sviluppato – spiega Giancarlo la Marca ricercatore del
Dipartimento di Farmacologia preclinica e clinica dell’Università di
Firenze – non richiede sofisticate apparecchiature
medico-scientifiche ma si avvale della Spettrometria di Massa già
utilizzata per lo screening neonatale della Regione Toscana. Il test non
richiede poi reagenti particolari, né personale di laboratorio in più.
L’unica complessità è stata quella di riuscire ad includere i
biomarcatori specifici per il difetto di ADA all’interno del pannello
degli altri metaboliti. L’aver superato questa difficoltà conferisce al
test un’altissima specificità e sensibilità. Questo significa che
individua con certezza e precocemente i neonati con immunodeficienza
congenita causata da questo difetto metabolico”.
Le immunodeficienze congenite sono malattie gravissime; sono malattie rare. Il bambino con immunodeficienza congenita nasce sano; sono le malattie infettive gravi che contrae dopo la nascita, proprio per il difetto immunitario presente, che possono portarlo a morte o a causare danni permanenti. Nel caso di difetto di adenosina-deaminasi, l’incidenza in letteratura è calcolata da 1 su 100 mila nuovi nati fino a 1 su 1 milione di nuovi nati. “Anche se – come
precisa Chiara Azzari – dallo studio preliminare effettuato
abbiamo scoperto che l’incidenza in Toscana è di almeno 1 su 50 mila
nuovi nati e forse più frequente. Questo significa che in assenza di un
test precoce la sua reale incidenza viene tuttora sottostimata”.
Il bambino con immunodeficienza è così un peso gravissimo per sé stesso, per la propria famiglia e per la società. Se invece la malattia viene diagnosticata nei primi giorni di vita è possibile iniziare immediatamente quelle cure che consentono al bambino di tornare ad una vita normale, ad essere di nuovo sano per sempre. E’ fondamentale pertanto includere la diagnosi delle immunodeficienze congenite in un programma di screening neonatale ed è per questo che l’Advisory Committee for Heritable Disorders in Newborns and Children (ACHDNC), in un voto storico del gennaio 2010 ha deciso di includere queste patologie all’interno di quelle che devono essere primariamente offerte a tutti i nuovi nati. Fino ad oggi esisteva un solo metodo, complesso e costoso, capace di individuare un gruppo di immunodeficienze severe, ma il costo elevato lo rendeva difficilmente sostenibile. Il test sviluppato al Meyer, nell’ambito del Programma Regione Toscana-Università, sta quindi rivoluzionando la diagnosi di questa rara immunodeficienza.
Queste pagine sfruttano standard
di programmazione avanzata ,
sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica
più piacevole è ottenibile con un browser
attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs.
disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo
desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale
adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/
Stampa ottimizzata con
standard avanzati
clicMedicina s.r.l. - Marchi depositati - Riproduzione
vietata
Testata Giornalistica Iscritta al Tribunale di Genova n° 9 del 05/06/2002 |
||||||||||