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Stefania Bortolotti |
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L’epatite B è una delle malattie più diffuse al mondo: colpisce il
fegato e quando si cronicizza può causare danni anche molto gravi.
Dal 21 maggio al 15 giugno 2012 in 15 capoluoghi italiani, i
cittadini avranno la possibilità di eseguire gratuitamente il test
dell’epatite B presso uno dei laboratori che aderiscono alla campagna
“Epatite B: usa la testa, fai il test”. Per usufruire del test gratuito
sarà sufficiente prenotarsi tramite il Numero Verde 800 027 325 o
online, al sito www.epatiteb2012.it, nel quale sono fornite tutte le
informazioni sulla patologia e la mappa con i Centri analisi
disponibili.
L’iniziativa è promossa da quattro società scientifiche: AISF,
Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, SIGE, Società Italiana
di Gastroenterologia, SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e
Tropicali, SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), con il supporto
di FederANISAP, Federazione Nazionale delle Istituzioni Sanitarie
Ambulatoriali Private e il contributo incondizionato di Bristol-Myers
Squibb.
Due gli obiettivi della campagna: incrementare nella popolazione la
consapevolezza della malattia e dei fattori di rischio di contagio, e
incentivare l’esecuzione del test tra le categorie a rischio,
coinvolgendo anche la popolazione migrante residente in Italia,
proveniente da Paesi in cui tuttora non esiste l’obbligo del vaccino.
L’infezione dà segni di sé solo quando si sono già prodotti danni
epatici gravi: come sottolinea Gianfranco Delle Fave, Professore
ordinario di Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Andrea, La Sapienza
Università di Roma, «quando si produce la diagnosi di HBV l’infezione è
già cronicizzata, cioè la malattia è già avanzata e si sono già
determinati dei danni: la gran parte dei soggetti con infezione cronica
da epatite B non presenta alcun sintomo, tuttavia sono perfettamente in
grado di trasmettere la malattia».
Oltre 700mila persone in Italia sono affette da epatite B cronica: di
queste, almeno la metà non sa di aver contratto l’infezione. Il virus
dell’epatite B (HBV) è 100 volte più contagioso dell’HIV ed è in grado
di sopravvivere fuori dall’organismo, rimanendo infettivo, per almeno 7
giorni. La maggior parte dei contagi avviene mediante rapporti sessuali
non protetti o scambio di siringhe o aghi contaminati, ma anche
attraverso la condivisione di spazzolini da denti o rasoi e con
l’utilizzo di strumenti non sterilizzati per piercing e tatuaggi.
Nell’80% dei casi l’infezione si risolve spontaneamente, ma in circa il
20% dei casi evolve in una forma cronica estremamente pericolosa e che
comporta un rischio maggiore del 15-20% di morire prematuramente per
cirrosi ed epatocarcinoma.
Vaccinazione, test e conoscenza dei fattori di rischio permettono di
arginare il contagio. «La vaccinazione, la presenza di terapie
efficaci che inibiscono la replicazione del virus, il miglioramento
delle condizioni igieniche e sanitarie sono fattori che hanno
determinato in Italia un abbassamento drastico della prevalenza da
infezione da HBV» – dichiara Paolo Caraceni, Segretario AISF,
Associazione Italiana per lo Studio del Fegato - «da zona ad alta
endemia, l’Italia è diventata regione a bassa endemia, con una
prevalenza di portatori del virus inferiore al 2%, concentrata nelle
fasce d’età over 30-40».
L’opportunità di usufruire del test gratuito sarà portata alla
conoscenza anche dei cittadini stranieri residenti in Italia, in
particolare quelli provenienti dall’Est Europa: la Campagna, infatti,
oltre all’italiano, parlerà inglese, rumeno, albanese, ucraino e
polacco.
«Si stima che i portatori del virus di origine non italiana siano
circa 300mila: persone non trattate, provenienti da zone ad alta endemia
come Europa orientale, Africa sub-sahariana e Cina, portatori del virus
cosiddetto “selvaggio” (wild type), che hanno anche genotipi differenti
da quello che abitualmente circola in Italia, cioè il genotipo D, e che,
per vari motivi, non si sottopongono facilmente a esami di laboratorio»,
rileva Orlando Armignacco, Presidente SIMIT, Società Italiana di
Malattie Infettive e Tropicali.
Per favorire la diagnosi, il medico di medicina generale svolge un ruolo
fondamentale: «è importante che i cittadini si rivolgano al dottore
che conoscono da tanti anni con grande libertà e tranquillità» –
sottolinea Claudio Cricelli, Presidente SIMG, Società Italiana di
Medicina Generale – «chiedendogli quali siano i comportamenti e le
situazioni che possono esporlo al rischio e magari fornendo maggiori
dettagli, nella sicurezza che la loro privacy non sarebbe violata, anzi
conservata e rafforzata».
La presenza del virus dell’epatite B viene accertata attraverso un
semplice esame del sangue, che può essere eseguito a digiuno o anche a
stomaco pieno, e che serve a ricercare il “marcatore” dell’infezione, l’HBsAg
(Hepatitis B Surface Antigen): si tratta dell’antigene di superficie
dell’epatite B, anche conosciuto come antigene Australia.
«Ciascun laboratorio s’incaricherà di effettuare l’esame, di verificare
e controllare il dato analitico, nella piena garanzia della privacy
dell’utente e della qualità del processo, e di rendere disponibili i
risultati nel giorno indicato» – sottolinea Vincenzo Panarella,
Presidente FederANISAP, «Rispetto ai benefici in termini di
conoscenza e di tranquillità, il disagio che tale test comporta è
davvero nullo».
La campagna “Epatite B: usa la testa, fai il test”, coinvolgerà dal
21 maggio al 15 giugno 2012 le seguenti città: Milano,
Brescia, Bergamo, Padova, Torino, Reggio Emilia, Pisa, Firenze, Roma,
Napoli, Bari, Foggia, Cagliari, Messina e Palermo.
Stefania Bortolotti